Dottor Scotti all’Insubria: laurea per il Gerry nazionale. Con la ministra Bernini

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Gerry Scotti con la rettrice Pierro e il ministro Bernini

VARESE – Da oggi “Dottor Scotti” non è più solo lo slogan di un celeberrimo spot tv di cui è stato protagonista per anni. Virginio “Gerry” Scotti ha ricevuto questo pomeriggio, lunedì 15 giugno, la laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione conferita dall’Università dell’Insubria. La cerimonia (qui sotto l’intervista e il momento del conferimento) si è svolta in via Ravasi, alla presenza anche del ministro dell’università e della ricerca Anna Maria Bernini.

Un caffè col ministro

Prima di scendere in aula magna, dove all’ingresso con la rettrice Maria Pierro è stato accolto da un’ovazione, Gerry Scotti è salito in rettorato, dove ha scambiato due parole e un caffè con la ministra Bernini, che ha speso per lui parole di grande apprezzamento (qui sotto l’intervista). «Lui è basico, analogico e digitale ed è sempre rimasto se stesso: ha sempre avuto la capacità di entrare nelle case degli italiani con grande garbo, educazione e rispetto. Come testimonial dell’empatia funziona molto bene». In un videomessaggio ha espresso i suoi complimenti anche il presidente Attilio Fontana, mentre nelle prime file era ricco il parterre istituzionale con i rappresentanti politici del territorio e il prefetto Pasquariello.

Le motivazioni

«Il conferimento della laurea magistrale a Gerry Scotti – ha detto la rettrice Maria Pierro nel suo intervento – trova ragione non solo nell’indiscutibile successo di una carriera di rara longevità e continuità iniziata negli anni ’70 ma anche nella particolare qualità di un percorso professionale che, adeguandosi alla trasformazione dei linguaggi, delle tecnologie e delle forme di consumo mediatico, ha saputo conservare intatta la sua credibilità». Temi approfonditi poi anche dai docenti Paola Biavaschi e Giulio Facchetti, che ha sottolineato la “Grammatica del buonumore” tipica dello stile comunicativo di Scotti. Per il neolaureato la gioia di diventare dottore 40 anni dopo aver abbandonato gli studi all’Università Statale di Milano, a due esami dalla laurea in giurisprudenza.

La lectio di Gerry Scotti

Quindi la lectio magistralis di Gerry Scotti, che ha citato Cartesio coniando come motto alternativo Comunico ergo sum, ma anche Martin Luther King, Galileo Galilei, Umberto Veronesi e Madre Teresa di Calcutta. «Quando mi hanno detto che volevano darmi la laurea mi sono chiesto perché e poi ho pensato: “perché sono 50 anni che faccio questo”. Ho iniziato in una radio nella primavera del ’76. Non so fare da mangiare e non ho hobby, la mia famiglia mi dice che so fare solo questo». E poi la battuta: «Voi state dando la laurea a uno che praticamente da 50 anni fa il badante di vostra madre o il babysitter di vostro figlio». E poi ha snocciolato tema dopo tema le basi della sua vita, che hanno forgiato la persona e il conduttore televisivo. Dalla provincia alla periferia fino allo studio e alla musica con gli inizi in radio. E poi il lavoro nella pubblicità e la sliding door con la chiamata di Claudio Cecchetto proprio mentre gli era stato offerto un trasferimento in America. Saltato per diventare voce di Radio Deejay. Un percorso che poi ha portato alla tv con Mediaset. «Era il 1990 quando ho fatto Il gioco dei 9. Sono 36 anni che sono in quella fascia oraria e non mi sono mai mosso». Non è mancato nemmeno un aneddoto varesino: ai tempi del liceo per festeggiare le pagelle di fine anno – visto che i debiti erano solo due – sua madre propose una gita al Sacro Monte. Che ha portato bene. «Siamo arrivati, c’era un ristorante, abbiamo detto una preghiera e poi ho preso 8 proprio in latino e greco».

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Il momento del conferimento della laurea con la rettrice Pierro

A Gerry Scotti la laurea honoris causa in comunicazione all’Università dell’Insubria 

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