SESTO CALENDE – Abbandonò tutto e tutti per vivere da eremita, passando i suoi ultimi anni camminando a piedi scalzi sulla neve della Val Grande. Con “La valle scalza”, la straordinaria storia di Gianfranco Bonaldo – l’eremita originario di Sesto Calende – diventa ufficialmente un documentario. Guarda il trailer:
A piedi nudi
Da tutti conosciuto come “Gianfry”, prima di abbandonare la società per vivere immerso nella natura selvaggia e incontaminata, Bonaldo viveva a Taino ed era l’autista dello scuolabus di Sesto Calende. Per lui, però, il richiamo della montagna fu irrefrenabile. Tanto da portarlo a lasciarsi alle spalle tutto e tutti e partire per vivere a piedi nudi in Val Grande, l’area naturale più vasta e impervia del Paese, per ben sedici anni. Una decisione documentata meticolosamente con una piccola telecamera, sua compagna di viaggio fino al giugno 2015, quando morì avvelenato a soli 59 anni.
Una vita fuori dagli schemi
Il suo ricordo, però, non si è mai spento, e ha lasciato un segno indelebile nell’animo di chi lo ha conosciuto. Così, Carlo Prevosti, insieme ad Alberto Maroni Biroldi e Stefano Zoja hanno deciso di raccogliere tutto il materiale girato e trasformarlo in un documentario. Un film con due soli protagonisti: Gianfranco Bonaldo e la Val Grande. “La valle scalza” – distribuito da Lab80 film e presentato soltanto qualche giorno fa al Cinema Nuovo di Varese – è un viaggio intimo e viscerale, capace di restituire per la prima volta lo sguardo più autentico e nascosto di un’esistenza vissuta completamente fuori dagli schemi.
Storia di riscatto e libertà
«Ai nostri occhi questa è la storia estrema di un riscatto. È il racconto di un viaggio, anche fisico, che si è disposti a intraprendere pur di restituire un senso alla propria vita, dopo anni trascorsi nel rifiuto della propria famiglia e nel peso di un passato segnato dalla violenza e dalla vergogna», si legge nella nota pubblicata dai registi a corredo del film. «Ma è anche una storia di ricerca assoluta della libertà: di ciò che si ottiene e di ciò che si perde nel tentativo di sottrarsi ai condizionamenti della società».
Sedici anni a piedi nudi in Val Grande: la storia di Gianfry al Cinema Nuovo
