VARESE – Regione Lombardia stanzia 96 milioni di euro a favore dell’housing sociale. La misura è stata illustrata oggi pomeriggio, giovedì 18 giugno, nell’Ufficio territoriale regionale di viale Belforte, in occasione dell’ottava tappa del tour istituzionale “Abita in Lombardia. Qui Puoi”. All’incontro, aperto agli stakeholder pubblici e privati, hanno partecipato l’assessore regionale alla casa Paolo Franco, il sottosegretario alle relazioni internazionali ed europee Raffaele Cattaneo e il presidente di Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio, Stefano Cavallin (nel video qui sotto le interviste).
Le risorse
Le risorse stanziate dalla Regione hanno l’obiettivo di ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili destinati a lavoratori e famiglie con Isee compreso fra 14mila e 40mila euro, studenti e persone in condizioni di fragilità che hanno difficoltà nel reperire soluzioni abitative sostenibili. Il nuovo piano di housing sociale, finanziato con fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione), consentirà di ristrutturare 2.500 abitazioni da affittare a costi inferiori rispetto ai valori di mercato. «In Lombardia – ha evidenziato l’assessore Franco – c’è una parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società, eppure, paradossalmente, non può permettersi una casa. Si tratta di persone e famiglie comuni, con uno stipendio normale, che però a causa del crescente costo della vita non riescono a pagare un affitto. Siamo in campo per dare risposte concrete: la Lombardia è la prima Regione italiana ad aver strutturato un piano di housing sociale con una visione di medio e lungo periodo». Il nuovo stanziamento da 96 milioni di euro si aggiunge al precedente bando regionale da 18,5 milioni di euro, attivato nel 2024, grazie al quale vengono rese disponibili circa 450 abitazioni a canone calmierato.
Il pacchetto di misure
Il pacchetto di misure di housing sociale da 96 milioni di euro, i cui criteri sono stati recentemente approvati dalla giunta regionale, si inserisce nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano di Regione per le politiche abitative, ed è rivolto a imprese, cooperative, Comuni, Aler, enti del Terzo settore ed enti religiosi, articolandosi in tre linee di intervento: una dedicata a imprese, cooperative e amministrazioni comunali (linea 1 da 48 milioni di euro); una riservata alle Aler (linea 2 da 35 milioni di euro); una destinata agli enti che operano in ambito sociale, compresi gli enti religiosi, per sostenere situazioni di fragilità e rispondere alle esigenze abitative temporanee legate a studio, lavoro o percorsi di cura (linea 3 da 13 milioni di euro). Il contributo a fondo perduto massimo concedibile per ogni proposta di intervento sarà pari a 2 milioni di euro per le linee 1 e 3 e a 15 milioni di euro per la linea 2. Il vincolo di destinazione d’uso a servizi abitativi sociali avrà una durata pari o superiore ai 20 anni. Le agevolazioni regionali saranno destinate a sostenere gli interventi di riqualificazione edilizia necessari per la messa a disposizione degli alloggi o dei posti alloggio.
Le linee di intervento
Le linee 1 e 2 sono finalizzate a incrementare l’offerta di servizi abitativi sociali attraverso l’utilizzo di patrimonio immobiliare di soggetti pubblici e privati, per la messa a disposizione di alloggi in locazione permanente a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. La misura, che contribuisce alla rigenerazione dei quartieri residenziali pubblici favorendo il mix abitativo, si rivolge in particolare a nuclei familiari, anche monopersonali, con capacità economica insufficiente per accedere al mercato privato e, al contempo, non idonea per i Servizi abitativi pubblici (Sap). La linea 3 è finalizzata ad ampliare l’offerta di servizi abitativi sociali promuovendo interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare, realizzati da enti privati operanti nel sociale su immobili di loro proprietà o nella piena disponibilità, per mettere a disposizione in locazione prevalentemente temporanea posti alloggio a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. L’obiettivo, attraverso processi di rigenerazione edilizia, è offrire soluzioni abitative a particolari categorie sociali, tra le quali, ad esempio, i soggetti in situazione di fragilità sociale, gli studenti, i lavoratori con contratto a termine, i parenti di familiari ricoverati presso strutture sanitarie, le donne vittime di violenza, i genitori separati. Gli avvisi verranno pubblicati entro fine giugno 2026.
Presente anche Aler
Il sottosegretario Raffaele Cattaneo ha sottolineato che le risorse vengono per 48 milioni dalla rimodulazione dei fondi europei. «Sono un esempio di come usiamo le risorse che l’Unione Europea mette a disposizione per lo sviluppo regionale e per il Fondo sociale europeo». All’incontro ha partecipato anche Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio. Per il territorio di riferimento la ricaduta stimata è di 6-7 milioni di euro, molti dei quali saranno investiti in provincia di Varese, con progetti già pronti da attuare nel capoluogo. «Il piano presentato oggi – ha commentato il presidente Stefano Cavallin – rappresenta un passaggio fondamentale perché riconosce come il bisogno abitativo sia profondamente cambiato e richieda strumenti innovativi, capaci di intercettare le esigenze di una fascia sempre più ampia di cittadini. Le Aler sono chiamate a svolgere un ruolo centrale in questo percorso, mettendo a disposizione competenze, patrimonio e capacità progettuale per recuperare immobili esistenti e trasformarli in opportunità di inclusione e sviluppo sociale. Investire nell’housing sociale significa non soltanto riqualificare edifici, ma contribuire alla rigenerazione dei quartieri, sostenere le famiglie, favorire la permanenza dei giovani e dei lavoratori nei territori e rafforzare la coesione delle comunità locali. Aler è pronta a fare la propria parte, in piena sintonia con gli indirizzi di Regione Lombardia, per tradurre queste risorse in interventi concreti e duraturi a beneficio dei cittadini».
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