A rischio la Notte Bianca? Calò: «Dicevano che Somma è morta. Bel controsenso»

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SOMMA LOMBARDO – «Il problema non è ciò che c’era, ma le risposte che non sono arrivate. In questi giorni si è detto che sulla Notte Bianca “non c’era nulla”. Eppure per mesi amministrazione, commercianti, associazioni e operatori del territorio hanno lavorato al progetto». Lo dice Francesco Calò, ex assessore al Turismo e al Commercio a Somma Lombardo. Interviene replicando alle «criticità» annunciate dalla nuova giunta di Silvio Pezzotta, che riguardano anche quello che è diventato uno degli eventi clou dell’estate sommese.

L’affondo di Calò

Alla presentazione delle linee guida della nuova giunta di centrodestra, infatti, fra i temi affrontati c’è stato anche quello della Notte Bianca: «A livello teorico era già pronto tutto, ma di concreto ancora non c’era nulla», ha detto l’assessore Laura Besnate, annunciando l’ipotesi di rinviare l’evento di almeno una settimana.
Quanto basta per spingere Calò a prendere posizione: «A Spasso nel Tempo prevedeva spettacoli, rievocazioni storiche, musica, street food e iniziative diffuse nel centro cittadino. Non era tutto concluso. Ma nessuno lo ha mai sostenuto. Esistevano un progetto, una relazione organizzativa, associazioni coinvolte, esigenze tecniche censite e risorse economiche già individuate nei capitoli di bilancio». E ancora: «Va inoltre ricordato che nei sessanta giorni precedenti alle elezioni un’amministrazione non può concedere patrocini. Per questo il lavoro si è concentrato sulla progettazione e sulla preparazione degli atti necessari affinché la futura amministrazione potesse decidere. Il 9 giugno, il giorno successivo all’elezione del nuovo Sindaco, ho consegnato tutta la documentazione disponibile e confermato la mia piena disponibilità a collaborare».

«Cos’è successo dopo il 9 giugno?»

Da quel momento, prosegue Calò, «ho chiesto due cose: risposte rapide ai commercianti e pazienza verso una giunta appena insediata. Ho anche suggerito di valutare un rinvio di una settimana per consentire alla nuova amministrazione di completare il proprio insediamento. La domanda, quindi, non è se esistesse un progetto. La domanda è cosa sia successo dopo il 9 giugno. Perché il tempo è passato per tutti: commercianti, associazioni, uffici e amministratori. E nell’organizzazione di un evento il tempo conta». Aggiunge: «Durante l’incontro del 19 giugno è emerso che le risorse c’erano, la documentazione c’era e il lavoro preparatorio c’era. Restavano da completare passaggi amministrativi, contabili e tecnici successivi all’insediamento della nuova amministrazione. Per questo il tema non è stabilire chi abbia ragione. Il tema sono le risposte che commercianti e associazioni aspettavano».

Il «controsenso»

Conclude Calò: «Dire che non c’era nulla è semplice. Più difficile è spiegare cosa c’era, cosa mancava e quali decisioni si intendevano assumere. La Notte Bianca si può fare, rinviare o modificare. Ma chi ha investito tempo, energie e fiducia in questo progetto merita chiarezza. I commercianti non avevano bisogno di slogan. Avevano bisogno di risposte. Chi ha raccontato ai cittadini una città spenta dovrebbe essere il primo a voler tenere accesa la Notte Bianca. Per questo il tema non è discutere ciò che è stato fatto ieri, ma decidere cosa fare oggi. Perché commercianti, associazioni e cittadini aspettano ancora una risposta. E per una coalizione che ha definito somma città morta, spegnere la Notte Bianca sarebbe davvero un controsenso».

Somma, ecco la giunta Pezzotta. Mensa a Mezzana e Notte bianca fra le «criticità»

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