Novara, Avs chiede le dimissioni del sindaco. E intanto gli ibis sono ancora lì…

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Un cedro "pelato" dalla Polizia Provinciale. Ma gli ibis ci sono ancora

NOVARA – Le attrezzature sono state smontate, i cartelli tolti, i nastri di cantiere rimossi. L’operazione “pugno di ferro” per arrivare all’eradicazione della colonia di ibis sacri che ha trovato casa su alcuni alberi nel parco dell’Allea è finita, almeno in questa zona.

Una operazione tutt’altro che indolore, se si pensa alla sorte di decine e decine di piccoli di Threskiornis aethiopicus e alle condizioni in cui sono stati lasciati gli alberi su cui gli agenti della polizia provinciale sono intervenuti con il supporto tecnico di una ditta che si occupa di interventi di manutenzione del verde.

Polemiche e attacchi

E tutt’altro che indolore – soprattutto per le amministrazioni di centrodestra di Comune e Provincia – anche da punto di vista politico. Contro di loro si è scatenata la rabbia di tutto l’universo animalista: basta una semplice ricerca su Facebook o Instagram per rendersi conto di quanto la vicenda di Novara sia finita al centro dell’attenzione a livello nazionale.

Sull’Allea sono arrivati anche diversi attivisti di organizzazioni come Fronte Animalista e Avi-Associazione Vegani Internazionale, che hanno girato decine di video e scattato centinaia di foto poi pubblicate in rete.

Albero Amico: «Basta interventi sul verde»

Per restare alle realtà territoriali, ieri il Comitato Albero Amico e l’Osservatorio Ambientale hanno inviato una PEC al Comune e ai Carabinieri forestali, chiedendo la immediata cessazione di qualsiasi intervento sugli alberi.

«Gli interventi effettuati – dice Maria Luisa Tornotti di Albero Amico – sono stati per nulla conformi alle regole di gestione del verde pubblico. Hanno ridotto cedri che erano bellissimi e sanissimi alla condizione di “attaccapanni”. E temiamo ci sia l’intenzione di proseguire anche al Parco dei Bambini»

La richiesta di dimissioni

Sul piano più strettamente politico, le opposizioni in consiglio comunale (Pd, M5S e Insieme per Novara)  hanno depositato la richiesta di convocazione urgente della commissione ambiente  per discutere di quanto è avvenuto.

E ieri in serata è arrivato l’attacco frontale più duro al sindaco: Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto le dimissioni di Canelli.

«Il Sindaco – scrivono in una nota – ha fatto una diretta social sostenendo che il Comune non c’entrasse nulla, che tutta la responsabilità fosse della Provincia e che l’intervento fosse programmato da tempo. Peccato che Canelli abbia mentito. E abbiamo le prove».

Il video incriminato

«AVS – prosegue il comunicato – ha pubblicato sulle sue pagine social un video recapitatoci da alcuni cittadini. Come si vede bene dal video, alcuni cittadini indignati chiedono conto alla polizia della malagestione di piante (devastate e potate alla rinfusa) e ibis (ammazzati spezzando loro il collo in pieno giorno)».

«Una cittadina chiede esplicitamente: “Non potevate aspettare una settimana?”. L’addetto della polizia provinciale risponde “Non è stata una cosa programmata, l’ho saputo la sera prima, c’è un evento [gli Street Games] domani“».

«Il Comune ha ignorato il problema – è la conclusione di Avs –  mancando di fare prevenzione. A pochi giorni dagli Street Games, si sono resi conto delle loro mancanze. Per provare a salvarsi la faccia ed evitare che tutti i novaresi presenti agli Street Games si rendessero conto della loro incompetenza, è stata presa la decisione drastica di sterminare gli ibis e devastare le piante, pensando così di nascondere le prove delle loro inadempienze».

«Sterminare degli uccelli e distruggere delle piante per salvarsi la faccia – conclude la nota – sarebbe già grave. Ma indipendentemente da ciò, c’è una cosa ancora più inaccettabile. Un Sindaco che in diretta streaming mente ai suoi cittadini non può più rappresentarli. A questo punto, la nostra richiesta per Canelli è una sola: dimissioni!»

E intanto gli ibis rimangono

Mentre la temperatura politica – oltre che atmosferica – sale, è davanti a tutti il paradosso: il “pugno di ferro”, come peraltro avevano previsto gli esperti consultati dal nostro giornale, è servito a poco.

Sulle cime degli alberi “pelati” dalle motoseghe della Provincia, ci sono ancora gli ibis

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