BUSTO ARSIZIO – Ha indossato una sua “Dress-Opera” niente meno che al Moma di New York e ha tenuto una “lectio magistralis” sull’arte che fa rinascere. Manuela Carnini, in arte Fridami, il chirurgo vascolare Bustocco che dopo aver vissuto sulla sua pelle la terribile esperienza della violenza, ha consacrato la sua arte in uno dei luoghi più iconici della contemporaneità, il Museum of Modern Art della Grande Mela. Lanciando il suo nuovo motto: “Fridami is every Woman and every Woman is Fridami”.
La lectio magistralis
«Non sono sopravvissuta per restare viva. Sono sopravvissuta per diventare qualcos’altro. Sono sopravvissuta per diventare Arte» così Manuela Carnini ha raccontato, in inglese, la sua rinascita di fronte alla prestigiosa platea del Moma. «L’arte non è stata una scelta. È stata una necessità. Era l’unico linguaggio rimasto quando le parole erano inutili». Aveva indosso “Redemption”, una delle sue “Dress-Opera”, vestiti realizzati a partire dai suoi dipinti. «Non è un abito. È un passaggio – ha spiegato Fridami – ogni filo racchiude una trasformazione. Ogni dettaglio custodisce una scelta: la scelta di trasformare il dolore in guarigione. Non l’ho creata per coprire il corpo, ma per rivelare una rinascita. Perché la redenzione non significa dimenticare. Significa trasformare. E oggi sono qui davanti a voi non come la sopravvissuta a ciò che è accaduto, ma come l’artista che sono diventata».
Il parterre

L’evento, che si è svolto nei giorni scorsi nel Celeste Bartos Theater del MoMA, è stato curato da Start Group, membro corporate dell’istituzione museale newyorkese, in occasione della presentazione dell’Atlante di Arte Contemporanea di Giunti, a cura di Stefania Pieralice. Tra il pubblico c’erano figure di spicco come Claudio Pagliara, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, ma anche l’ambasciatore Alberto Petrangeli, Deputy Principal Director for European Integration and Head of Division del ministero degli Esteri, e Susan Mains, commissario del padiglione nazionale Grenada alla 61esima Biennale di Venezia. Manuela Carnini è stata accompagnata dalla sua curatrice Ariadne Caccavale. Quella del MoMA è l’ennesima tappa di prestigio del suo percorso artistico nato all’epoca del Covid: è già stata alla Biennale di Arte a Venezia, al festival di Cannes, alla Milano Fashion Week, all’Art Basel di Miami e al Carrousel du Louvre.
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