GALLARATE – Si è conclusa con una grande festa all’aperto al Parco della Magana di Cassano Magnago – tra giochi e saluti – la prima sessione del “Progetto 8-13” della Croce Rossa Italiana – comitato di Gallarate. Si tratta di un percorso che, da gennaio a giugno, ha visto dieci bambini della fascia d’età target partecipare attivamente a un ciclo di incontri strutturati su misura per loro. Il progetto – che si è svolto un pomeriggio al mese (il terzo sabato di ciascun mese per la durata di due ore e mezza) – rientra nelle linee guida nazionali della Cri volte ad accrescere la cultura del volontariato giovanile e a favorire lo sviluppo dei bambini come individui attivi e responsabili all’interno delle proprie comunità. E si pensa già al futuro: le iscrizioni per i prossimi incontri apriranno a breve.
Le attività
Coordinati da una quindicina di volontari under 32, i giovanissimi partecipanti si sono cimentati in diverse attività a cadenza mensile, affrontando di volta in volta argomenti differenti: dai principi e valori del movimento, all’educazione alimentare, dall’educazione stradale fino alla tutela ambientale e ai corretti stili di vita sani. Il valore cardine del progetto risiede nella sua metodologia educativa di tipo esperienziale, basata sulla peer education (educazione tra pari). Questo approccio permette ai giovani Cri di attivare un passaggio naturale di conoscenze, emozioni e valori attraverso il gioco, stimolando nei bambini le funzioni cognitive, affettive e relazionali.
Il progetto
«Il progetto in sé è relativamente semplice, perché semplice è l’interfaccia con cui si comunica con i bambini che hanno partecipato. Ed è forse proprio la cosa che colpisce di più nell’interfacciarsi con loro, l’innocenza con cui si esprimono e giocano, che però rivela parte della loro personalità. La loro voglia di mettersi in discussione, la prontezza di gettarsi nelle cose a capofitto, con determinazione e naturalezza, che poi crescendo si smussa, e non trovi più nelle attività con i grandi. Mi ha colpita la loro curiosità nello scoprire le cose che li circondano. Spero che il progetto abbia dato loro consapevolezza sui vari temi che abbiamo affrontato, sull’ambiente, sulla sicurezza, sulla salute etc, ma vederli soddisfatti e felici di vivere questo ambiente insieme a noi, sentendosi al sicuro di esprimersi, è sicuramente la cosa più importante», il commento di Federica, fra le volontarie che ha seguito i piccoli lungo tutto il cammino. Lo dice anche Vanessa, un’altra volontaria under 32 coinvolte: «Secondo me, il momento più significativo del progetto è stato vedere i bambini davvero felici di ciò che avevano imparato e osservare come riuscissero a dare una loro interpretazione a quanto veniva insegnato. È proprio questo che rende il progetto speciale rispetto ad altre attività: non si tratta solo di trasmettere conoscenze, ma di crescere insieme, condividere esperienze e divertirsi con loro lungo tutto il percorso».
L’entusiasmo dei piccoli
L’entusiasmo ha contagiato profondamente anche i piccoli partecipanti che, oltre alle nozioni apprese, custodiscono nel cuore il ricordo speciale del pic-nic finale. Bambini come Maribel e Tommy hanno concordato sul fatto che ripeterebbero subito l’esperienza, mentre Laura ha voluto porre l’accento sulla forte dimensione inclusiva del gruppo, aggiungendo che «la cosa più interessante che ho imparato è che si aiutano tutti: durante il progetto mi sono sentita molto inclusa; ho fatto nuove amicizie e mi sono trovata molto bene con il gruppo». Il bilancio finale dell’iniziativa traccia, quindi, una linea positiva sul valore sociale di questi spazi educativi e ludico-ricreativi, fondamentali per contrastare l’isolamento e creare reti di relazioni genuine sin dall’infanzia.
Una crescita incontro dopo incontro
«Mi porto a casa la conferma che, quando ai ragazzi vengono dati spazio e fiducia, sanno stupire con entusiasmo, creatività e capacità di prendersi cura degli altri. La cosa più bella è stata vederli crescere incontro dopo incontro, creare legami autentici, mettersi in gioco e partecipare con naturalezza a tutte le attività. Questo progetto ha dimostrato quanto sia importante investire nei giovani, perché ogni nuova amicizia, ogni competenza acquisita e ogni sorriso rappresentano un piccolo passo verso una comunità più consapevole, inclusiva e solidale», dice Gaia Piacenza, delegata delle attività verso la gioventù.
Si pensa al futuro
Sebbene questo ciclo di incontri sia giunto al termine, la Croce Rossa Italiana è già al lavoro per il futuro: le iscrizioni per i prossimi incontri apriranno a breve. La nuova edizione del Progetto 8-13 prenderà il via in autunno e accompagnerà i partecipanti fino a giugno, rinnovando l’impegno sul territorio nel costruire nuovi spazi di crescita e socializzazione. Per informazioni sulle modalità di iscrizione e sui requisiti di partecipazione alla prossima edizione, è possibile contattare il Comitato Cri di Gallarate.
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