VARESE – Combattente e combattiva. A Varese piomba un’Isabella in formato guerra e picchia duro sulla remigrazione – in Lega è la punta di diamante sul tema – e sferza l’immobilismo del centrodestra varesino: «Noi della Lega abbiamo dimostrato di avere le idee chiare in vista del 2027. Qualcuno invece continua a fare melina. Ora serve il nome del candidato, basta perdere tempo, così avvantaggiamo il centrosinistra».
Varese chiama Europa
La serata dei Patrioti, Tovaglieri la apre con un attacco frontale a Galimberti: «Quando vediamo il degrado nelle vie di Varese ricordiamoci che gli amici di Galimberti in Europa hanno tenuto bloccato per anni e infine votato contro il regolamento per i rimpatri» sostiene l’eurodeputata Isabella Tovaglieri, protagonista della serata organizzata dai Patrioti per l’Europa a Varese, alla pizzeria della Motta. Erano presenti il governatore della Lombardia Attilio Fontana e il consigliere regionale Emanuele Monti, il segretario cittadino Marco Bordonaro e il consigliere Stefano Angei.
«Ora è indispensabile essere in maggioranza anche a Varese per rovesciare anni di malgoverno della sinistra, che ci consegna una città con pochissima sicurezza per le strade e tante inutili piste ciclabili».
All’incontro hanno partecipato più di cento persone, tra cui molti militanti della Lega di Varese. «A chi dice che siamo in crisi noi rispondiamo così – le parole del segretario cittadino Marco Bordonaro – siamo qui a lottare insieme per una Varese migliore, un Paese migliore ed un’Europa migliore».
Remigrazione
Di Europa e delle sue battaglie a Bruxelles e Strasburgo ha parlato a lungo Isabella Tovaglieri, europarlamentare Lega-PfE. A partire dal tema della Remigrazione: «Il regolamento rimpatri è un primo passo verso un piano serio di Remigrazione. Di fronte al problema dell’immigrazione di massa che sta disintegrando l’identità europea, la risposta deve essere strutturata. Rimpatriare chi delinque, chi non ha diritto a restare sul nostro territorio, ma anche chi non ha intenzione di integrarsi e di accettare i valori della nostra Costituzione, che non può essere un totem intoccabile solo a corrente alternata come fa la sinistra. La parità tra uomo e donna è un principio non negoziabile e chi non vuole accettarlo non potrà mai integrarsi, quindi è giusto che torni da dove è venuto».
Difesa dell’automotive
Tivaglieri ha anche toccato il tema delle battaglie per l’automotive, contro lo stop ai motori endotermici dal 2035, e per l’agricoltura. «Vogliono fare un unico calderone tra i fondi di coesione e la Politica Agricola Comune, una contraddizione rispetto alle autonomie locali che noi difendiamo da sempre – sostiene Isabella Tovaglieri – c’è il rischio che a decidere sulla destinazione delle risorse sia qualche funzionario di Bruxelles non eletto da nessuno invece che gli amministratori scelti dai cittadini sui territori».
Incontro partecipato
La presenza di tanti militanti della Lega ha dato l’occasione di parlare anche delle elezioni 2027 a Varese. «Muoviamoci a scegliere il candidato sindaco – l’appello di Isabella Tovaglieri agli alleati – ogni settimana che passa è una settimana regalata al centrosinistra. La Lega è pronta, tra proposte come le primarie e nomi messi in campo, probabilmente c’è qualcun altro che fa melina. Ma noi a Varese vogliamo vincere».
Stefano Angei, vicecapogruppo leghista in consiglio comunale, ricorda che «solo la Lega ha combattuto ogni giorno le scelte folli di questa amministrazione che ha danneggiato e sta danneggiando Varese», mentre il consigliere regionale Emanuele Monti fa notare che «Varese è l’unica tra le grandi città a perdere abitanti. La sinistra è stata un grande bluff, bisogna vincere non per mettere una bandiera ma per amore dei varesini».
E il governatore Attilio Fontana invita ad «essere uniti e vincere a Varese», chiedendo ai militanti di «ritrovare l’orgoglio di essere leghisti, difendere il nostro territorio, le nostre tradizioni e i nostri valori. La gente lombarda vuole cose concrete e vuole risposte, solo così torniamo ad essere la Lega potentissima, come diceva Umberto Bossi».
