Saronno, Italia Viva torna a pungere la maggioranza: «Sono forti con i deboli»

SARONNO – Non si spegne l’eco delle dichiarazioni rilasciate in consiglio comunale dal neo assessore Francesca Rufini. Che ora viene attaccata anche da Italia Viva, forze che dovrebbe (condizionale è d’obbligo) far parte della maggioranza.

Rufini, lo ricordiamo, ha etichettato pubblicamente il partito politico italiano Futuro Nazionale, fondato nel febbraio 2026 e presieduto dall’europarlamentare Roberto Vannacci, come “anticostituzionale”, aggiungendo con sdegno che le “fa specie averlo a Saronno”. E la nota di Italia Viva, che attacca anche il presidente del consiglio comunale, bolla l’intervento dell’assessore come «al di fuori delle sue competenze».

La nota di Italia Viva

Le dichiarazioni dell’assessora Francesca Rufini nel corso dell’ultimo consiglio comunale meritano una riflessione che va oltre il merito delle appartenenze politiche. Non accettiamo lezioni sul rispetto delle istituzioni da chi, in ogni seduta consiliare, richiama costantemente regolamenti, procedure e formalismi e poi, nel momento in cui ricopre un ruolo di governo della città, dimentica che il primo dovere di un assessore è quello di esercitare le proprie funzioni con equilibrio e senso delle istituzioni.

Esiste una differenza sostanziale tra il ruolo di consigliere comunale e quello di assessore. Il consigliere rappresenta innanzitutto i cittadini che lo hanno eletto e, ovviamente, una parte politica, pertanto, svolge legittimamente un ruolo di confronto, anche talvolta acceso.

L’assessore è un delegato del sindaco che, in un consiglio comunale, dovrebbe intervenire sui temi di sua competenza. Non spetta a un componente della giunta attribuire patenti di legittimità politica a movimenti che operano nel rispetto delle leggi dello Stato. Il confronto democratico si affronta con gli argomenti, non con etichette che rischiano soltanto di alimentare ulteriori divisioni.

Spiace inoltre constatare che chi sventola i regolamenti affermando con sicumera “io applico quello che c’è scritto qui” si dimentichi poi le prerogative minime e le differenze di ruolo assegnate proprio dai regolamenti che segnano la distinzione netta tra consigliere e assessore. Il presidente Licata si conferma quindi duro coi deboli (facile fare i fenomeni con  un consigliere comunale di minoranza…) e debole coi duri, cioè l’assessore di Tu@ Saronno.

Da riformisti crediamo che la forza delle istituzioni risieda nella capacità di garantire il pluralismo, il rispetto reciproco e la qualità del confronto. Proprio per questo riteniamo che le parole utilizzate dall’assessore siano state inopportune e non coerenti con il ruolo istituzionale che oggi ricopre.

Chi governa una città deve essere il primo a dare l’esempio, ricordando che il rispetto delle regole non può essere invocato solo quando fa comodo, ma deve tradursi ogni giorno in equilibrio, responsabilità e rispetto verso tutte le componenti della comunità. La politica ha regole non scritte di bon ton, che parte della dirigenza del PD pare non conoscere e poi i risultati si vedono. Cambiare in corso d’opera regole, e persino la parola data negli accordi in base alla propria esclusiva convenienza, non è un modo intelligente e accettabile di procedere.

saronno italia viva – MALPENSA24
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