Tour: Ganna ci fa sognare, ma la prima gialla è di Vingegaard. Pogacar sconfitto

Tour cronosquadre Vingegaard Ganna
Filippo Ganna (Sirotti)

Ganna (Netcompany) ci fa sognare, ma Vingegaard (Visma-Lease a Bike) vola e si impadronisce della prima gialla del Tour de France 113. Pogacar, che con la sua Uae, era il favorito è invece a sopresa è lo sconfitto di giornata. Bene anche Ayuso (Lidl-Trek), male Evenepoel e la sua Red Bull-Bora.  Sono questi i verdetti dopo 19,6 della Boucle, ovvero dopo la cronosquadre di Barcellona. 

Grande Visma

Nella Visma-Lease a Bike, in evidenza anche un grandissimo Davide Piganzoli, ed Edoardo Affini che poco più di una settimana fa era stato vittima di una rovinosa caduta al Tricolore crono che ne aveva messo in dubbio la partecipazione alla corsa. Alla vigilia i “calabroni” sembravano svantaggiati in questa prova, ma sulla strada sono stati bravissimi a ribaltare la situazione. Extraterrestri, come i loro caschi.

Jonas Vingegaard (Sirotti)

Ganna da sogno

Pippo Ganna sfiora l’impresa. E’ dal 1975, con Francesco Moser, che un italiano non indossa la maglia gialla al termine della prima tappa. Il campione di Verbania, lanciato da Foss, ha scatenato tutta la sua mostruosa potenza ma non è bastato davanti a Vingo. Domani Pippo parte in seconda posizione a solo 8 secondi dal danese, chissà che non gli riesca il colpaccio.

Male Pogacar

Che non abbia vinto lo sloveno è forse la vera notizia di giornata. Nonostante il miglior tempo sulla scalata finale, che gli vale la maglia a pois, Pogacar ha perso per 12 secondi. Nulla, se si pensa che siamo solo all’inizio di quello che si annuncia come un duello spettacolare. Tanto, se si considera che era il favorito. E chissà se a livello psicologico questo risultato porterà a qualcosa. La cosa più probabile è che già domani Tadej cerchi la riscossa.

Gli altri

Bene lo spagnolo Ayuso. Il capitano della Lidl-Trek (che chiude al 4° posto con un ritardo di 16 secondi) è un corridore molto ambizioso, stavolta pare avere anche le gambe giuste a supporto. Mi aspettavo molto di più, invece, da Remco Evenepoel e la sua Red Bull. Il distacco di 19 secondi è la dimostrazione che qualcosa non ha funzionato. Poi c’è Seixas. Il talento francese riparte dalla decima posizione a 39 secondi da Vingeggard. Lui ha aspettative smisurate. E’ fortissimo, va bene, ma per le primissime posizioni del Tour forse è davvero troppo presto.

Un format che non convince

Una cronosquadre, chiamata ormai TTT (team time trial), già testata dal 2023 al 2025 nella Pargi-Nizza e recentemente nell’ex Delfinato ma totalmente inedita come format per il Tour. Per spiegarla in modo semplice: la classifica di tappa è stata stilata sul tempo del miglior atleta di ogni squadra (non sul 5° come da tradizione). Però, in classifica generale, ogni corridore ha il tempo proprio fatta registrare in corsa, non quello del team. Una cronosquadre anomala, che in pratica non è una cronosquadre (sembra quasi una rivisitazione della velocità olimpica), ma una specie di lungo treno per lanciare la volata del capitano, l’uomo di classifica. Un’innovazione che non convince.

La tappa di domani

Domani seconda tappa, Tarragona-Barcellona di 168,5 km e 2.500 metri di dislivello. Spettacolare il circuito finale con lo strappo del castello di Montjuic (1.600 metri al 9,3%), discesa e di nuovo risalita sullo strappo finale di oggi (700 metri al 7%). È il classico traguardo conclusivo del Catalunya. Occhio agli ultimi tre vincitori: Evenepoel (2023), Pogacar (2024) e Roglic (2025).

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