Olav Kooij non perdona: la prima volata del Tuor è sua. A Pau ci si aspettava la grande sfida tra Merlier e Philipsen invece spunta l’olandese che lo scorso inverno ha deciso di lasciare la Visma per approdare alla Decathlon. In pratica una scelta per avere più spazio, e giocarsi le sue opportunità. L’inizio stagione di Kooij non è stato facile, tanto che un problema fisico gli ha di fatto impedito di correre fino a fine maggio. Così al Tour, dove è al debutto, il ragazzo si è presentato con soli 9 giorni di corsa, ma ben tre vittorie. E oggi Kooij è parso imbattibile, quando è partito ai 200 metri ha fatto subito la differenza e chiuso la partita. Bello anche il suo modo festoso e allegro per celebrare il successo: un modo classico, tra abbracci e braccia al cielo, con il sorriso. Senza pianti e senza buttarsi a terra come una pelle di fico, atteggiamento che purtroppo sta prendendo sempre più piede.
Per la cronaca, oggi alle sue spalle sono finiti Kanter, Merlier, Arts e Philipsen. Immutata la classifica generale con Traen sempre maglia gialla.

Tornando alla vittoria di Kooij non bisogna dimenticare di fare i complimenti alla sua Decathlon. La squadra francese ha scelto si di appoggiare le enormi ambizioni della stellina Paul Seixas, ma gli ha dedicato solo mezza squadra. L’altra metà è in appoggio all’olandese che a 24 anni è già al 51 successo in carriera.
La tappa di domani
Il Tour de France entra nel vivo con la sesta tappa, da Pau a Gavarnie-Gèdre: 186 chilometri (e oltre 4mila metri di dislivello) che promettono spettacolo e daranno un indirizzo ancora più preciso alla classifica generale. È il primo arrivo in salita di questa edizione. Prima parte ondulata ma abbastanza facile, poi dopo il Col d’Aspin, il gruppo affronterà il leggendario Tourmalet, il gigante dei Pirenei che con i suoi 2.115 metri è da oltre un secolo uno dei simboli della Grande Boucle. Scalato per la prima volta nel 1910, è una montagna che ha consacrato campioni e spezzato i sogni di tanti pretendenti alla maglia gialla. Nel 1949 Fausto Coppi staccò tutti sul Tourmalet nella tappa verso Luchon. Quell’attacco è considerato uno dei capolavori della sua carriera e sancì definitivamente la sua superiorità al Tour. Qui ha scritto una parte importante della sua carriera anche Marco Pantani: nel 1994 lanciò sul Tourmalet l’attacco che lo fece conoscere al pubblico francese. Ad Hautacam poi vinse Leblanc davanti a indurain e lo stesso Pantani che da quelgiorno entrò in una dimensione diversa. Domani gli occhi saranno puntati sul duello tra Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, con Remco Evenepoel, Florian Lipowitz e Paul Seixas pronti a inserirsi nella sfida. Curiosità anche per il risultato di Juan Ayuso. Fatto sta che sul Tourmalet nessuno potrà nascondersi: il Tour entra nel vivo.
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