A Busto espropri mai definiti dagli anni ’90, case Peep sotto ricatto burocratico

BUSTO ARSIZIO – Un pasticcio che va avanti da oltre 30 anni. Succede in via Cividale a Busto Arsizio, dove i proprietari di una serie di villette a schiera – alle quali si aggiungono una quarantina di famiglie degli adiacenti condomini – hanno sollevato un vero e proprio caso burocratico, chiedendone conto (per ora senza esito) all’amministrazione comunale. Si tratta di un esproprio di parte del terreno su cui sorgono le abitazioni peep che non è mai andato a buon fine. E che ora, di fatto, complica ogni possibilità di vendita degli appartamenti. «Siamo esasperati», il commento.

Il caso

Di tentativo in tentativo: prima con la parte tecnica di Palazzo Gilardoni, poi con la politica. L’incontro chiesto tempo fa al sindaco Emanuele Antonelli non è stato possibile metterlo in agenda. E ora i proprietari di casa hanno deciso di prendere la questione di petto. Cosa succede? Le villette (ma anche i condomini accanto) insistono su un terreno che è di proprietà comunale. Ma una parte del comparto in questione – si parla di circa 350 metri quadrati complessivi, che si sviluppano su due appartamenti – non è mai stata acquisita con gli espropri da parte del Comune. Una situazione che dagli anni Novanta a oggi non è cambiata. Quei 350 metri quadrati, adesso, pregiudicano tutto il resto: la proprietaria, infatti, è ormai deceduta, e gli eredi hanno deciso di non farsi carico della questione. Insomma, tutto è bloccato.
A fianco c’è anche un parco pubblico, parte del quale è nelle stesse condizioni. Ovvero: da un punto di vista strettamente giuridico non è ancora comunale.

«Quando si troverà una soluzione?»

Il punto della questione è che quelle villette sono abitate anche da persone anziane. Che oggi vorrebbero cambiare casa e scegliere dei luoghi più accessibili alle loro esigenze, magari che non si sviluppano su due o più piani. Ma a causa di una serie di vincoli, le abitazioni di via Cividale possono essere vendute solo a un prezzo imposto. E chi compra deve rispondere a una serie di requisiti che permetta loro di essere proprietari di case di edilizia convenzionata. Ovviamente, vale anche per i condomini a fianco. Ad oggi la situazione resta ancora in standby. E ai residenti resta solo una domanda: «Quando si troverà una soluzione?».

Per il momento hanno avuto un incontro con il vicesindaco Luca Folegani, titolare delle deleghe all’Urbanistica, che ha promesso di farsi carico del problema che, come visto, si trascina da decenni. Le amministrazioni che si sono succedute negli anni se lo sono rimpallato di mandato in mandato, senza mai arrivare a uno sbocco. Tra un anno si vota per il rinnovo del sindaco e della giunta, che sia la scadenza elettorale a impegnare in modo concreto i responsabili della cosa pubblica?

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