Pro Patria, rush finale: l’iscrizione in serie D non può più attendere

BUSTO ARSIZIO – Il tempo, che scorre inesorabile verso la dead line di venerdì, è tiranno. Ma anche stavolta, come prospettato ieri su queste colonne, la Pro Patria dovrebbe – usiamo sempre il condizionale per cautela vista l’ingarbugliata matassa biancoblù, soggetta a continui colpi di scena – avercela fatta. O, quantomeno, aver evitato il peggio.
Una conferma, se mai ce ne fosse ancora bisogno, di un club evidentemente destinato per dna a soffrire, ma probabilmente non a morire. E i 107 di storia gloriosa sono lì a testimoniarlo.

Dopo un infinito tira e molla, durante il quale la corda è stata tirata fin troppo, arrivando a rischiare seriamente di spezzarsi, in casa biancoblù sarebbe stata finalmente trovata una quadra. L’obiettivo più urgente, vale a dire reperire le carte e le risorse per garantire l’imminente iscrizione al campionato di Serie D, saldando contestualmente le spettanze dell’ultima stagione, sarebbe stato raggiunto. Archiviata dunque l’emergenza, poi bisognerà mettere mano al riassetto del club, in maniera da restituire prospettiva e stabilità alla società.

Se la Pro Patria riuscirà a iscriversi al prossimo campionato sarà perché, alla fine, tutti hanno compreso – dopo una scellerata cessione – che non c’era più spazio per personalismi o contrapposizioni. Dopo la forte presa di posizione della piazza, che pur con qualche eccesso ha ribadito il proprio attaccamento ai colori biancoblù, le parti coinvolte (quelle che ci auguriamo possano comporre il nuovo 100%) hanno infatti scelto di lavorare lontano dai riflettori, in silenzio e con pragmatismo, mettendo l’esistenza della Pro Patria davanti a tutto il resto.

Gli attori della vicenda sono noti. La politica bustocca (diamo atto al Sindaco Emanuele Antonelli) – compresa la gravità della situazione – ha svolto un’importante e decisiva opera di mediazione, riuscendo a riportare attorno allo stesso tavolo interlocutori che sembravano ormai destinati a non parlarsi più. Parallelamente, Bassi & C. hanno definitivamente rotto gli indugi compiendo significativi passi avanti, così come lo stesso Giancarlo Travagin – piaccia o non piaccia, proprietario di maggioranza legittimato dall’Assemblea dei Soci – ha accettato di fare un passo indietro, portato a più miti consigli anche dall’ex tigrotto Orlando Urbano.

Nelle retrovie, intanto, si continua a lavorare sodo e in silenzio, con una squadra di lavoro (capeggiata da un appassionato imprenditore bustocco pronto idealmente a chiudere un cerchio) che, nonostante giorni di grande incertezza, non ha mai smesso di crederci ed operare.

Ma per il nuovo assetto societario ci sarà tempo. Oggi, invece, conta un solo risultato: aver capito che la Pro Patria doveva e deve essere messa davanti a tutto e a tutti. Perché in questo momento esiste una sola priorità per Busto e per la sua gente: garantire l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D.

Pro Patria serie D – MALPENSA 24
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