Nuova sede a Buguggiate per Abad e Abaco: lavoro e formazione nel sociale

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Il tavolo con i presidenti di Abad e Abaco e le autorità

BUGUGGIATE – Nuovi spazi per Abad Società cooperativa sociale Ets e Abaco associazione di promozione sociale. Un sistema integrato dedicato all’inserimento lavorativo, alla formazione all’autonomia e alla partecipazione sociale delle persone con fragilità. Oggi, sabato 11 luglio (qui sotto il video con le interviste) è stata inaugurata la sede di Buguggiate, che permetterà di accompagnare i bisogni e i percorsi di persone che troppo spesso rischiano di restare ai margini.

Un gesto filantropico

La sede nasce da un gesto filantropico di particolare valore: la messa a disposizione di un immobile destinato ad accogliere in modo stabile e funzionale le attività delle due realtà. Un intervento che non si limita a offrire uno spazio, ma riconosce nel lavoro sociale un investimento di impatto per il presente e per il futuro del territorio. Si tratta di un investimento personale voluto dalla famiglia di Luciano Faccin, concretizzatosi attraverso la Holding LFH. «Quest’opera – ha detto Faccin – nasce da una storia personale, nasce da mia figlia Monica, una ragazza speciale con disabilità medio grave che frequenta da molti anni Abad e Abaco. Il mio desiderio era offire a questi ragazzi un luogo più bello, più caldo e più umano. Grazie alle persone, enti, aziende, associazioni, club, amici e collaboratori che mi hanno sostenuto. Questa struttura non è solo un edificio, è un segno di rispetto e amore verso persone speciali che meritano il meglio che possiamo dare».

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Gli spazi

All’inaugurazione insieme al presidente di Abad Giuseppe Di Carlo e alla presidente di Abaco Sara Gorlin erano presenti le autorità: il sottosegretario di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, il consigliere regionale Emanuele Monti, il sindaco di Buguggiate Matteo Sambo insieme ad altri sindaci e assessori del territorio e il vicario episcopale don Franco Gallivanone. Ha fatto pervenire un suo messaggio il ministro per le disabilità Alessandra Locatelli. «Esperienze come quella di Abad e Abaco – ha detto – dimostrano quanto sia importante costruire reti tra famiglie, terzo settore, istituzioni e comunità locali». All’interno della struttura convivono due aree complementari. Da una parte gli spazi dedicati ad Abaco Aps, con sale e laboratori destinati ai percorsi educativi, alle attività espressive, alla formazione all’autonomia, alla gestione della quotidianità e allo sviluppo di competenze personali, relazionali e sociali. Dall’altra gli ambienti operativi di Abad, con l’area di assemblaggio e confezionamento, cuore di un’attività che trasforma il lavoro in opportunità concreta di inclusione, responsabilità e dignità.

Il fondo Marco Luppi

Grazie alla Fondazione Comunitaria del Varesotto e alla donazione del Fondo Marco Luppi gli spazi sociali di Abaco hanno potuto prendere forma anche attraverso arredi destinati ai laboratori, alle attività educative e ai percorsi di autonomia quotidiana. «Marco ci ha lasciato tragicamente 10 anni fa a 21 anni – ha detto la madre Chiara – abbiamo voluto fare qualcosa di concreto in sua memoria». In un contesto come quello di Abaco gli arredi non sono semplici dotazioni: contribuiscono a costruire luoghi in cui le persone possono sentirsi accolte, orientarsi, sperimentare relazioni e vivere esperienze di crescita. Sono parte di un ambiente educativo che sostiene il lavoro degli operatori e accompagna giovani e adulti nella costruzione di autonomie possibili, passo dopo passo. «La filantropia assume un valore particolare quando trasforma una scelta personale in un’opportunità per la comunità – ha sottolineato il presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto Federico Visconti – il Fondo Marco Luppi ne è un esempio: la memoria familiare incontra un progetto credibile e lo sostiene, contribuendo alla crescita della comunità locale. Ed è così che la Fondazione Comunitaria del Varesotto interpreta a pieno la propria missione, che è quella di accompagnare donatori e organizzazioni non profit nella costruzione di progetti che rispondano ai bisogni, sempre più impellenti, del territorio». 

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La donazione della famiglia Caretti

La nuova sede diventa così il risultato di una filantropia concreta, capace di trasformare un gesto di sostegno in spazi vivi: luoghi in cui imparare, lavorare, relazionarsi, acquisire fiducia, sviluppare competenze e costruire una presenza più riconosciuta nella comunità. «A questo percorso di sostegno  – ha sottolineato Sara Gorlini, presidente di Abaco – si aggiunge, proprio in questi giorni, una nuova donazione di importante valore da parte della famiglia Caretti di Varese, in memoria di Chiara e Attilio Caretti. Attilio, fondatore e presidente di Abaco nel 2015, Chiara, una delle prime persone assunte da Abad. Un contributo che conferma come il progetto di Abad e Abaco non sia il risultato di un singolo gesto di solidarietà, ma l’espressione di una generosità radicata nel territorio, capace di riconoscere il valore sociale e l’impatto concreto del terzo settore sulla comunità». C’è anche un ampio bistrot tra i nuovi spazi, abbelliti da opere d’arte di artisti del territorio.

Lavoro e autonomia

Abad e Abaco condividono non solo lo stesso spazio, ma una visione comune, sintetizzata dal payoff “lavoro e autonomia”. Due parole che indicano direzioni complementari: il lavoro, come possibilità di partecipazione e dignità per le persone con fragilità e appartenenti alle categorie protette; l’autonomia, come percorso educativo, sociale e personale per giovani e adulti che hanno bisogno di essere accompagnati nella costruzione del proprio progetto di vita. Il valore del progetto sta proprio nella possibilità di unire ciò che spesso resta separato: educazione, lavoro, relazioni, autonomia quotidiana e appartenenza alla comunità. «Abad e Abaco costruiscono un percorso unitario, in cui la persona non viene letta attraverso una sola fragilità o un singolo bisogno, ma accompagnata dentro una traiettoria più ampia, fatta di competenze da far emergere, capacità da allenare, esperienze da vivere e ruoli sociali da riconoscere», ha detto Giuseppe Di Carlo, presidente di Abad.

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Da più di trent’anni sul territorio

Dal 1994 Abad promuove percorsi di inserimento lavorativo per persone con fragilità e appartenenti alle categorie protette. Oggi la cooperativa impiega più di 70 persone, coinvolte nei diversi servizi offerti ad aziende, enti pubblici, realtà del territorio e privati. Tra i servizi figurano pulizie civili, industriali e sanificazioni; manutenzione del verde e decoro urbano; assemblaggio e confezionamento. Fondata nel 2011, Abaco è un’associazione di promozione sociale che ogni giorno accompagna persone con fragilità in percorsi pensati per sviluppare autonomia, consapevolezza, relazioni positive e partecipazione alla vita sociale. Abaco propone percorsi educativi e formativi, volontariato, iniziative culturali, attività artistiche, progetti formativi e occasioni di incontro.

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