PREMOSELLO CHIOVENDA – L’ondata di calore e il vento di Foehn presentano un conto salatissimo al Verbano-Cusio-Ossola. C’è anche il Vco nel cuore della “catastrofe ecologica” di cui parla la Regione Piemonte.
Un bilancio pesantissimo: 800-900 ettari di bosco in fiamme e 700mila alberi persi anche in Valsesia (Vc) e nel torinese. Ma è proprio nel VCO che si registra una delle ferite più profonde di questa emergenza.
Il disastro a Premosello
Il fronte di Premosello Chiovenda fa paura: le fiamme hanno già divorato 226 ettari di territorio. In questa zona la superficie boschiva è stata letteralmente distrutta per il 60%, un colpo letale per i preziosi ecosistemi locali di quercete, faggete e boscaglie pioniere.
Gli incendi, innescati dai fulmini caduti durante i temporali dei giorni scorsi, hanno trovato terreno fertile a causa della forte siccità e si sono propagati rapidamente per le sferzate di vento da nord. Altri fronti pesantissimi si registrano in Valsesia (450 ettari in fumo) e in Valle Soana, nel Torinese, dove brucia il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Allarme fumo a Domodossola, ma l’Arpa rassicura
L’impatto dei roghi si è fatto sentire chiaramente anche sulla qualità dell’aria nella regione ossolana. La centralina Arpa di Domodossola ha registrato un picco pauroso di polveri sottili, raggiungendo i 250 µg/m³ nel tardo pomeriggio del 9 luglio a causa dei fumi della combustione. Fortunatamente la situazione è già in netto miglioramento: le rilevazioni di ieri hanno visto le PM10 scendere a una media giornaliera di 55 µg/m³, escludendo rischi immediati per la salute pubblica.
I soccorsi e la ricostruzione
“L’azione coordinata dei soccorritori ha evitato la distruzione di ulteriori 3.500 ettari e salvato intere frazioni a fondovalle”, spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, ringraziando i Vigili del Fuoco e i volontari AIB.
Il dopo-emergenza si preannuncia però lunghissimo. L’assessore alla Montagna, Marco Gallo, ha annunciato piani straordinari di ripristino sul modello del 2017, ma per rivedere i boschi del VCO nella loro piena maturità originaria ci vorranno tra i 50 e i 70 anni.
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