CUGGIONO – Come da cerimoniale, c’erano la banda, il comandante della Stazione dei Carabinieri, il classico nastro tricolore. Ma anche l’ex sindaco Giovanni Cucchetti, le sedie e i banchi per strada della notte bianca – che qui chiamano dei lumi – e l’Ave Maria suonata a mano dai campanari. Nella sera di sabato 11 luglio, tra un concerto sul palco e un panino con la salamella mantovana, Cuggiono ha festeggiato l’inaugurazione di piazza San Giorgio (nelle foto), decorata con una nuova pavimentazione, sedute in pietra e aiuole fiorite.
«Sono riconoscente per questo lavoro di riqualificazione – ha detto il parroco don Andrea Cardani nel corso della breve cerimonia di benedizione – Potrà favorire l’incontro fra le persone, rinvigorire le attività commerciali che vi si affacciano e, per i cristiani, rinnovare l’incontro con Dio nella chiesa che vi si affaccia. Una piazza vera che ci separa da quelle virtuali per restituirci la gioia dell’incontro, gratuito e vero, con le persone e in carne e ossa. Valorizziamola – ha esortato don Andrea – teniamola cara e pulita anche come luogo di soglia per l’incontro con il mistero di Dio».
Berra: «Avanti nel percorso di riqualificazioni»

I lavori erano iniziati lo scorso febbraio. «Erano trent’anni che ne se sentivo parlare – ha detto il sindaco Sergio Berra – Vedo qualche testa bianca tra la folla, si ricorderà che qui si faceva il mercato e si chiamavano i negozianti per nome. Era il centro della vita del paese, poi le cose sono cambiate, è diventata una rotatoria con un parcheggio e se n’è perso il significato. Ora abbiamo ridato un senso a questo spazio per farlo vivere ai pedoni e alla gente che viene qui ad incontrarsi.
«Il disegno – ha proseguito Berra – è stato finalizzato a ridare rilevanza alla basilica. È uno spazio da vivere e che avrà bisogno del rispetto di tutti. E avrà senso se ci troverete l’auto della sposa o un carro funebre, nessun altro veicolo. Questa piazza, insieme con le altre opere di riqualificazione urbana, è l’inizio di un percorso che vogliamo riqualifichi tutto il paese, da San Rocco al Piave». E la festa può cominciare, finché notte non ci separi.
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