Castellanza rilancia Villa Pomini: un nuovo polo culturale tra opere Gutai e podcast

CASTELLANZAVilla Pomini si prepara a una nuova stagione culturale all’insegna della ricerca, dell’innovazione digitale e della partecipazione delle nuove generazioni. A partire dal prossimo autunno prenderà forma il progetto «Villa Pomini Lab – Patrimonio, comunità, giovani e storytelling», un percorso che punta a valorizzare il patrimonio artistico della struttura attraverso un nuovo allestimento permanente, strumenti digitali e il coinvolgimento degli studenti.

Il cuore dell’iniziativa

Cuore dell’iniziativa sarà l’esposizione di un nucleo completamente restaurato di otto opere pittoriche appartenenti al «Movimento Gutai», la corrente giapponese di arte astratta sviluppatasi nella seconda metà del Novecento. Le opere fanno parte della più ampia collezione donata al Comune dall’industriale e collezionista Ottorino Luciano Pomini e rappresentano una testimonianza significativa del collezionismo italiano del secondo dopoguerra.

Il bando regionale

Il progetto, candidato dall’Amministrazione comunale di Castellanza al bando regionale «Avviso Unico Cultura, Ambito A», dedicato al sostegno di iniziative di promozione educativa e culturale, ha ottenuto il finanziamento della Regione Lombardia.

Villa Pomini Lab

«Esprimo grande soddisfazione per l’ammissione e il finanziamento del progetto “Villa Pomini Lab: Patrimonio, comunità, giovani e storytelling”, un riconoscimento che premia la qualità di una proposta culturale costruita con una visione di lungo periodo e per la quale si è lavorato sodo e con cura – commenta Davide Tarlazzi, assessore a Cultura e Istruzione del Comune di Castellanza -. Villa Pomini Lab è un progetto ambizioso, che intende far conoscere e far fruire un patrimonio culturale inedito e dimenticato, ma capace di raccontare una grande pagina del collezionismo italiano del Secondo dopoguerra. Per una città come Castellanza tutto ciò rappresenta una sfida culturale importante».

Valorizzazione dei beni culturali

«In questi ultimi mesi il primo nucleo di opere è stato restaurato e studiato. Ora prende il via una seconda fase – conclude Tarlazzi –: quella della valorizzazione e della restituzione di beni culturali che ci distinguono nel territorio e che possono generare nuovi legami culturali, connettere con reti qualificate e creare per la città nuove opportunità di crescita e sviluppo. La strada da percorrere è ancora lunga, ma siamo determinati nel proseguire con convinzione il percorso intrapreso».

Anche il sindaco Cristina Borroni sottolinea il valore strategico dell’iniziativa: «Il finanziamento ottenuto per “Villa Pomini Lab” conferma un impegno scritto fin dall’inizio nel nostro programma di mandato: intercettare il più possibile risorse esterne per rafforzare la capacità di investimento del Comune, senza gravare sulle casse comunali. Villa Pomini dimostra questo impegno preso con la cittadinanza: un patrimonio storico e culturale che torna protagonista grazie a un progetto che unisce restauro, tecnologia e il contributo dei nostri giovani studenti».

Un nuovo percorso tra arte e memoria

Le opere del Movimento Gutai saranno protagoniste di un allestimento curato dall’architetto Gianni Fiore, accompagnato da una pubblicazione divulgativa dedicata alla storia del movimento artistico, alle singole opere e alla figura di Ottorino Luciano Pomini. Il restauro è stato realizzato dallo Studio di restauro di Isabella Pirola sotto la sorveglianza della Soprintendenza.

Il progetto nasce come un percorso di co-creazione che coinvolge istituzioni, scuola, giovani e cittadinanza, con l’obiettivo di restituire a Villa Pomini un ruolo attivo nella vita culturale del territorio.

In quest’ottica si inserisce la collaborazione con tre classi del Liceo Artistico Statale «Paolo Candiani» di Busto Arsizio, impegnate nei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro e coordinate dalla professoressa Anna Fumagalli. Gli studenti hanno condotto una ricerca storica sulla Villa e sul suo giardino e presenteranno una mostra composta da pannelli e modelli tridimensionali realizzati durante il percorso di studio. L’esposizione sarà aperta al pubblico attraverso visite guidate.

Podcast e tecnologia per ampliare l’accessibilità

Una componente centrale del progetto riguarda l’innovazione digitale. Grazie alla collaborazione con la piattaforma Loquis, sviluppata da GeoRadio S.r.l. e integrata nel Tourism Digital Hub nazionale, saranno realizzati sedici podcast geolocalizzati e multilingue dedicati alla storia della Villa, alla figura di Ottorino Luciano Pomini, al Movimento Gutai e alle opere esposte.

I contenuti saranno accessibili gratuitamente attraverso QR code e applicazione, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva e ampliando la possibilità di fruizione anche per persone con disabilità visive.

Il programma di iniziative prevede inoltre l’apertura della Villa nei fine settimana, visite guidate, conferenze tematiche sulla collezione e un evento conclusivo dedicato alla restituzione del lavoro svolto dagli studenti. L’obiettivo è trasformare Villa Pomini in un luogo culturale vivo e permanente, capace di creare nuove connessioni tra patrimonio, comunità e territorio.

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