NOVARA – «Ciao mamy, sono Giorgia, la tua piccola». Si è aperto con queste parole, grondanti dolore e lacrime, il saluto della figlia della dottoressa Stefania Onolfo, tragicamente scomparsa lo scorso venerdì 10 luglio in un terribile incidente stradale sulla Statale 32.
Le parole di Giorgia, con quelle della sorella minore Carlotta, sono state il momento più drammaticamente commoventi delle esequie della dottoressa dell’ospedale di Somma Lombardo, celebrate oggi pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio da Padova a Novara, la città in cui Stefania era nata e in cui aveva continuato a vivere con la famiglia anche quando la professione l’aveva chiamata oltre Ticino.
Tanta gente per l’ultimo saluto
In chiesa una folla commossa di parenti, amici e colleghi della sanità piemontese e lombarda si è stretta intorno ai familiari: oltre alle due figlie, il marito Massino Iovino, la sorella Laura e la mamma Maria. In chiesa amici e conoscenti, persone legate alla famiglia da vincoli di parentela o di semplice amicizia. Molti i giovani, amici delle figlie studentesse (Giorgia si laureerà a settembre all’Università Cattolica di Milano).
La celebrazione ricca di commozione
La celebrazione è stata presieduta da don Luca Favero, giovane coadiutore della parrocchia di S. Antonio. Con lui sull’altare don Silvio Barbaglia, parroco di Veveri, la frazione dove abita la famiglia Iovino, e don Giorgio Malvestito parroco di Santa Rita, il quartiere di origine di Stefania, cresciuta in via Roggia Ceresa, a due passi dal parchetto, storico luogo di incontro del rione.
Don Luca ha scelto per le lettura una pagina del libro dei Proverbi che descrive la “donna forte” e il vangelo della morte di Gesù in croce.
Una vita per la medicina
La folla che la chiesa di corso Risorgimento non è riuscita a contenere è stata la testimonianza di come scomparsa della dottoressa Onolfo lasci un vuoto immenso non solo sul piano umano, ma anche professionale.
Stefania aveva inseguito con determinazione la sua vocazione per la medicina. Dopo il liceo scientifico e la laurea alla Statale di Milano, aveva completato la specializzazione all’Ospedale Maggiore di Novara, prima della scelta decisiva per la sua carriera.
Nel 2018, infatti, nonostante la vittoria del concorso pubblico per un posto da dirigente medico a Borgosesia, decise di rinunciare per iniziare il suo percorso all’ospedale di Gallarate.
il legame tra Novara e la Valle Olona
Con la successiva riorganizzazione del sistema sanitario locale, era diventata un punto di riferimento stimatissimo all’interno dell’ASST Valle Olona, sdoppiandosi con dedizione tra due importanti fronti quotidiani: la riabilitazione cardiologica dell’ospedale “Bellini” di Somma Lombardo e il pronto soccorso del “Sant’Antonio” di Gallarate.
Proprio verso il presidio di Somma Lombardo si stava dirigendo la mattina di venerdì 10 luglio, pronta ad affrontare l’ennesima giornata al servizio dei suoi pazienti.
Il tragico schianto sulla Statale 32
Il dramma si è consumato poco dopo le 7:30 sulla Statale 32, nel territorio di Bellinzago Novarese, all’altezza del bivio per Oleggio. Un impatto fatale che non le ha lasciato scampo e che ha interrotto bruscamente una vita spesa per gli altri.
La dottoressa Onolfo era stimata per la sua professionalità, la sua straordinaria umanità e la capacità di trasmettere serenità anche nei momenti di massima pressione in reparto.
