NOVARA – Sembrava un’emergenza ormai rientrata nella serata di ieri, ma il rogo divampato allo stabilimento Memc di Novara ha continuato a bruciare per tutta la notte.
Un intervento complesso e prolungato che ha visto i soccorritori lottare per ore contro temperature estreme, prima di riuscire a domare definitivamente le fiamme alle prime luci dell’alba.
Maxi intervento dei Vigili del Fuoco di Novara e Vercelli
La scorsa notte la Centrale dei Vigili del Fuoco di Novara ha dovuto richiedere importanti rinforzi dalle sedi limitrofe per contenere l’incendio, le cui cause restano ancora da accertare.
Sul posto, a supporto dei pompieri di Novara, Borgomanero e dei volontari di Oleggio, sono giunte le squadre della Centrale di Vercelli con l’autoscala e i volontari di Trino con un’autopompa.
L’incendio – secondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco – si è esteso nel fabbricato, una struttura sviluppata su quattro livelli fuori terra.
Per domare il rogo è stato necessario un lavoro sinergico: mentre da terra le squadre si alternavano all’interno per estinguere le fiamme residue, dall’esterno le autoscale operavano ininterrottamente in quota per mettere in sicurezza la parte alta dell’impianto. Le operazioni di bonifica sono proseguite fino al mattino.
La trappola del calore all’interno dello stabilimento RIR
A chiarire i motivi di un intervento andato avanti fino al mattino è stato l’assessore regionale Matteo Marnati, che ha mantenuto un contatto costante con il comandante dei Vigili del Fuoco, Marchioni.
Sebbene l’area interessata e la quantità di materiale andato distrutto siano risultate limitate, a complicare le operazioni sono state le altissime temperature raggiunte nei locali chiusi.
Il calore estremo provocava infatti continue riattivazioni dei focolai sul materiale combusto. La situazione è stata ulteriormente appesantita dalla difficoltà di evacuazione dei fumi, convogliati solo parzialmente all’interno di un camino.
L’attenzione dei pompieri è rimasta altissima per tutta la notte anche per via della classificazione dello stabilimento come azienda a Rischio di Incidente Rilevante (RIR), fattore che ha imposto la massima cautela per tutelare i materiali chimici presenti nella struttura.
Rilievo Arpa e ricadute ambientali: «nessun inquinamento»
La svolta decisiva è arrivata alle prime ore del mattino. Nel corso del sopralluogo effettuato alle ore 9:00 dai tecnici dell’Arpa, non si è riscontrata alcuna ulteriore evidenza di fumo. I dati raccolti dall’agenzia regionale confermano che non si sono registrate criticità ambientali significative per l’area esterna allo stabilimento.
Le ricadute sui territori circostanti, comprese le zone più esposte posizionate oltre lo scalo merci del Boschetto, risultano essere estremamente contenute.
L’odore acre avvertito dalla popolazione nelle prime ore della giornata è in fase di totale dissolvimento.
L’assessore Marnati ha infine espresso un sincero ringraziamento al Comando dei Vigili del Fuoco e a tutti gli operatori del soccorso per la professionalità e la dedizione dimostrate nel gestire e risolvere questa complessa emergenza.
