Data center nell’Altomilanese, SI-AVS: «No a “Silicon Valley”, sì a confronto fra forze progressiste»

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LEGNANODopo Rifondazione comunista, anche SI e AVS si schierano sull’apertura di numerosi data center sul territorio, dicendosi contrari. Di seguito, la nota diffusa ieri, martedì 21 luglio, dal circolo dell’Altomilanese dei due partiti.

Il circolo di Sinistra Italiana Altomilanese-Alleanza Verdi e Sinistra vuole esprimere la sua posizione in merito al proliferare anche sul territorio altomilanese dei data center e sulla discussione in merito di queste settimane. Intanto, vogliamo ricordare che le prime reazioni le hanno date le opposizioni del centrosinistra progressista in consiglio regionale qualche mese fa, in occasione dell’approvazione della legge regionale – la prima in Italia – di disciplina dell’insediamento dei centri dati in Lombardia.

Come sottolineato dal nostro consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Onorio Rosati «è stata una risposta di netta opposizione rispetto a una legge che arriva tardi, poco coraggiosa, scritta dalle lobby del settore, che ancora consente, come avvenuto anni fa per i centri commerciali e la logistica, nuovo consumo di suolo libero e agricolo, che non garantisce il massimo delle tutele ambientali di fronte a un fenomeno che preoccupa non poco rispetto ai consumi di energia, acqua, territorio, paesaggio, aree pregiate e che interroga su inquinamento atmosferico, acustico, rischi sanitari e produzione di isole di calore urbano».

Alti consumi, rispettare le leggi

Avremo sia un pesante aumento di richiesta energetica sia di consumo dell’acqua, già siamo in crisi idrica anche a causa dei recenti cambiamenti climatici. I data center sarebbero un’ulteriore fonte di calore (come se non bastasse nelle ultime estati roventi) con la conseguenza che le temperature locali sicuramente potranno risentirne e salire ulteriormente. Serve una risposta delle forze politiche della sinistra che stia, senza esitazioni, con i cittadini, i comitati e le associazioni ambientaliste che si stanno mobilitando come ha dimostrato la prima manifestazione l’11 luglio a Lacchiarella e che ha visto una forte partecipazione dei cittadini.

Dobbiamo chiedere il pieno rispetto delle leggi in materia urbanistica e ambientale, spesso aggirate e non sanzionate, almeno nella prima fase di sviluppo dei data center in Italia. La mobilitazione dei cittadini dei comitati e delle associazioni ambientaliste deve provare a contenere un fenomeno, a stimolare la discussione e la partecipazione e ben vengano le varie prese di posizione dai partiti ai sindacati alle associazioni di questi giorni.

Né ricchezza né lavoro in più

Qualcuno ha provato a ribattezzare questa zona la “Silicon Valley italiana” per vendere un’idea di progresso e prosperità, ma questa trasformazione non porterà né ricchezza al territorio né tanto meno lavoro, se non una tantum tramite gli oneri di urbanizzazione. Bisogna quindi che si apra un confronto fra le forze progressiste con l’aiuto del mondo scientifico per valutare la “capacità di carico” del territorio che è un parametro irrinunciabile e che probabilmente nell’area milanese da tempo è stata ampiamente superata.

Circolo Altomilanese di Sinistra Italiana-Alleanza Verdi e Sinistra Legnanese

«Stop ai data center nel Legnanese in attesa di studi rigorosi sul loro impatto»

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