di Adet Toni Novik*
Ricordate il cane di Pavlov? Quello che salivava al suono della campanella perché, a furia di ripetizioni, lo aveva associato all’arrivo del cibo. Il riflesso di Pavlov è alla base del pensiero politico moderno. La destra propone qualcosa? Noooh, arriva subito da sinistra. La proposta viene da sinistra? Noooh, è il suono immediato della destra. Ormai il merito dei problemi non li affronta più nessuno. Come se gli arti di un corpo si muovessero ognuno per conto proprio. Una gamba va a sinistra e l’altra a destra. Siamo impazziti.
Adesso la destra per combattere la devianza minorile, i così detti “Maranza”, propone di rendere capaci nel giudizio i quattordicenni, intervenendo sull’articolo 98 del Codice penale e introducendo una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi, al momento del fatto, abbia compiuto quattordici anni e non ancora diciotto. È da anni che si discute sulla maggiore capacità dei minori di oggi rispetto a quelli del passato, non fosse altro che per la rapidità di apprendimento causata dai social.
Si parla di abbassare a 16 anni il diritto di voto. Eppure è bastato che la proposta di modifica del codice penale venisse da destra per far, come nel classico riflesso pavloviano, insorgere la sinistra. “Volete mettere in galera i nostri figli”, dimenticando che la criminalità organizzata, sempre pronta a sfruttare le criticità del codice, utilizza i minorenni per compiere reati (spaccio di droga, rapine e anche omicidi), confidando nella impunità. Come si fa a contestare il principio di fondo per cui, come ha detto Meloni “Chi aggredisce, chi rapina chi devasta deve pagare sempre…”, se è capace di intendere e volere?
Eppure, per affrontare il problema con raziocinio, e non in ottica partitica, sarebbe bastato guardare un po’ indietro nel tempo e ricordare che non tutto è immutabile, ma deve essere sempre adeguato ai tempi e alle circostanze. Sarebbe stato allora interessante sapere che l’articolo 54 del codice penale del 1889 (codice Zanardelli) con norma simile a quella oggi proposta escludeva l’imputabilità di chi al momento del fatto commesso aveva compiuto “i nove anni, ma non ancora i quattordici se non risulti che abbia agito con discernimento”. I nostri avi erano tutti pazzi se ritenevano che anche chi aveva compiuto solo nove anni poteva rispondere dei reati commessi?
*già magistrato della Corte di cassazione
