Emergenza siccità sul Lago Maggiore. Vicino il record negativo storico

SESTO CALENDE – Il livello del Lago Maggiore continua a diminuire. Complici le straordinarie ondate di calore estive e la scarsità di precipitazioni, il Verbano si trova ormai a soli 39 centrimetri dallo zero idrometrico, pari ad appena il 6% del riempimento utile. Numeri preoccupanti, che vedono il bacino – con una soglia di circa 192,6 metri (come riporta il Centro geofisico prealpino) – ben al di sotto del livello di magra (193 metri) e sempre più vicino al record negativo storico di 192,04 metri.

La situazione dei laghi lombardi

Come denunciato anche da Legambiente Lombardia, «la situazione è problematica in tutti i laghi lombardi, dalla cui regolazione dipende la disponibilità di acqua per l’irrigazione dei campi agricoli nei mesi estivi». Ancora: «Con livelli ormai vicinissimi al minimo di regolazione, la portata d’acqua che possono rilasciare è solo quella che ricevono dagli immissari che, in assenza di piogge, è formata in gran parte dalle acque di fusione di ciò che resta dei grandi ghiacciai alpini, da tempo a loro volta in sofferenza». In particolare, proprio il Lago Maggiore farebbe registrare la «situazione più grave», erogando «solo 70 metri cubi al secondo, contro una media stagionale più che quadrupla: troppa poca acqua per le risaie lombarde e piemontesi che ne dipendono».

I dati

Nello specifico, ad oggi – giovedì 30 luglio – il livello registrato del Lago Maggiore è di 192,56 metri, quasi un metro meno della media, superiore ai 193,5 metri. Il livello di piena, invece, è di ben 195 metri. Questo, nonostante il lavoro di Regione Lombardia, che nei mesi si è impegnata per cercare di gestire al meglio le scorte idriche. «Il tavolo regionale ha operato nel migliore dei modi – dicono da Legambiente – ma ciò non  è bastato: il 2026 in Lombardia è la seconda annata meno piovosa del decennio, da inizio anno è mancato circa un quarto delle precipitazioni attese sui bacini montai, di conseguenza nei grandi laghi sono entrati 4 miliardi di metri cubi d’acqua in meno rispetto agli oltre 10 attesi a questo punto dell’anno».

Il commento di Legambiente

«La crisi climatica presenta il conto del troppo poco che si è fatto per evitarla fino ad oggi», il commento di Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. «Bisogna moltiplicare gli sforzi per abbandonare la dipendenza da fonti energetiche fossili, e nella Pianura Padana ciò significa ripensare l’agricoltura. Serve una strategia di adattamento per le coltivazioni che riduca la dipendenza dalle ormai scarse disponibilità Idriche estive, modificando il passaggio produttivo e abbracciando la transizione agroecologica, anche per ridurre gli impatti che l’agricoltura intensiva determina su ambiente, qualità dell’aria e clima»

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