di Massimo Lodi
Perché Grillo si alza a recitare nel teatro politico, tramite imperversata che scudiscia Conte? Perché, si narra, vuol portare acqua definitiva alla causa di riappropriazione del simbolo M5S, che ritiene sottrattogli ingiustamente. Potrebbe essere: mi riprendo il marchio/tesoro e poi ne tratto l’utilizzo. Ma potrebbe essere qualcosa d’altro. Di alternativo. Di studiato. Di vaffista neo. Potrebbe essere l’apertura della strada al ritorno in campo del prediletto Di Battista, da tempo intenzionato a trasformare il suo movimento Schierarsi in un piccolo partito d’incursione strategica nella sinistra. Nell’incerto, fragile, litigioso campo largo della sinistra.
Con quale scopo? Con lo scopo d’indebolire i Cinquestelle a guida Giuseppi, diventando su quel versante ciò ch’è diventato sul versante opposto Vannacci. Ovvero: rappresentare il populismo progressista in purezza, così come l’ex parà vuol rappresentare il sovranismo destrista in medesima purezza.
Obiettivo finale? Due obiettivi, non uno solo. 1) l’obiettivo tattico. Zavorrare Conte nella corsa alla candidatura a Chigi, caso mai l’alleanza di centrosinistra riuscisse a battere il cartello di centrodestra. Se l’M5S prende meno, forse assai meno, del previsto ((l’eventuale partito di Dibba è accreditato del 4-5 per cento, per ora), la rendita di posizione della Schlein si rafforza senza muovere un’unghia. E l’investitura a sfidante di Meloni diventa automaticamente sua.
2) l’obiettivo strategico. Rendersi partner funzionale a un governo di sinistra così come intende manifestarsi Vannacci in un governo di destra. L’idea/il pronostico è che, al momento dello scontro elettorale, i due poli faranno un muro versus muro e più delle differenze dentro ciascun schieramento peserà lo spirito contro riguardo allo schieramento ostile. Se a destra sosterranno che piuttosto di ritrovarsi i post comunisti al potere sarà meglio far squadra con Vannacci, a sinistra mutueranno il cliché a parti rovesciate: per evitare il bis dei post fascisti, meglio far squadra con Di Battista. Nel nome del pragmatismo radicale. Possibilità di riuscita? Da zero a cento. Andrà così, non andrà così? Siamo all’inizio, soltanto all’incipit, d’una ipotetica rivoluzione nel campo largo, ma la via è stretta. Pur se l’ultimo miglio nella gara al voto ormai s’è iniziato. Una gara senza esclusione di colpi: è lì a dimostrarlo l’ultimo maglio dell’ex Elevato/Garante. Botta fragorosa, al netto di significato, interpretazioni, conseguenze eccetera.
grillo di battista conte – MALPENSA24
