Luca Carleo: ieri nominato da Vannacci, oggi indagato dalla magistratura

Carleo e Vannacci

MILANO – Ieri è stato nominato nominato dal generale Vannacci nel ruolo di responsabile vicario per la Lombardia (con delega su Milano), oggi – giovedì 30 luglio -il terremoto della magistratura: Carleo è coinvolto in un’inchiesta che ha portato a sequestri e indagini nel gruppo Ops. Con le conseguenti dimissioni dal ruolo apicale in Futuro Nazionale.

L’inchiesta

Bonifici che, secondo la Procura di Milano, sarebbero stati «privi di ragione economica o comunque di reali giustificativi». È uno degli elementi dell’inchiesta su presunte frodi nel mercato finanziario per oltre 30 milioni di euro che coinvolge anche Luca Carleo, ex direttore generale di società del gruppo Ops e protagonista negli ultimi giorni di una rapidissima parentesi politica in Futuro Nazionale.

Carleo era stato infatti nominato appena due giorni fa responsabile vicario per la Lombardia del movimento di Roberto Vannacci, con delega alla città metropolitana di Milano, incarico dal quale si è dimesso ieri.

Le richieste della Procura

I pm di Milano Nicola Rossato e Guido Schininà hanno chiesto la custodia cautelare in carcere per Carleo e per Ciro Di Meglio, amministratore delegato del gruppo attivo nelle telecomunicazioni e nei media. Per altre due persone sono stati richiesti gli arresti domiciliari, mentre nei confronti di altri sei indagati la Procura ha chiesto il divieto di ricoprire cariche direttive nelle imprese.

L’indagine ha portato ieri il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza a eseguire una serie di perquisizioni, comprese quelle nei confronti del «duo Di Meglio-Carleo», e al sequestro di quote e azioni di società appartenenti al gruppo Ops.

Secondo quanto riportato negli atti, Carleo e Di Meglio avrebbero ricevuto «numerosi bonifici» dalla Orion Capital, società finita al centro degli accertamenti degli inquirenti. Operazioni che, secondo l’accusa, non avrebbero avuto adeguate giustificazioni economiche. Per i pm, inoltre, Orion Capital sarebbe stata «riconducibile» proprio ai due amministratori di Ops.

Il prestito obbligazionario

Un altro filone dell’inchiesta riguarda un Poc, un prestito obbligazionario convertibile in azioni Ops Ecom, relativo al periodo compreso tra ottobre 2025 e marzo 2026. Al mercato era stato comunicato che l’operazione era stata sottoscritta dall’investitore unico Global Capital Investments International, società che successivamente, secondo gli inquirenti, sarebbe risultata «fittizia».

Il reale sottoscrittore del prestito, nella ricostruzione della Procura, sarebbe stato invece Orion Capital, che avrebbe ricevuto a sua volta fondi provenienti da società riconducibili a Di Meglio.

Ora la decisione sulle misure cautelari spetterà alla gip Giulia D’Antoni, che ha fissato per l’11 settembre gli interrogatori preventivi dei dieci indagati. Soltanto dopo gli interrogatori il giudice si pronuncerà sulle richieste avanzate dalla Procura.

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