Dairago, minoranze: «Tari più cara e opere ferme. Manca una vera programmazione»

Novara rifiuti tariffa Arera

DAIRAGO – Tari e Documento unico di programmazione (Dup) sono stati al centro dell’intervento dei gruppi consiliari di minoranza Uniamo Dairago e Scelgo Dairago nell’ultimo consiglio comunale di martedì scorso, 28 luglio. Le opposizioni hanno espresso voto contrario ai due provvedimenti, sottolineando come, pur in presenza di conti comunali in equilibrio, «continui a mancare una visione strategica per il futuro del paese».

Aumenti delle tasse fino al 40% per le imprese

Sulla revisione del Piano economico finanziario della Tari, le minoranze hanno contestato sia il metodo sia il merito del provvedimento. La documentazione definitiva è stata infatti trasmessa ai consiglieri solo poche ore prima della seduta, limitando la possibilità di un’analisi approfondita. Nel merito, il costo complessivo del servizio aumenta di oltre 65.000 euro, pari all’8,9% rispetto allo scorso anno.

«Se per le utenze domestiche gli incrementi saranno contenuti – rilevano i consiglieri Federico Olgiati, Roberta Ghislotti (Scelgo Dairago), Milvia Borin e Manuela Bellegotti (Uniamo Dairago) – per numerose attività economiche gli aumenti arrivano fino al 40%, con un impatto significativo su negozi, bar e imprese del territorio. Restano inoltre irrisolte alcune criticità della tariffa puntuale: dopo due anni risultano ancora centinaia di utenze non identificate e mancano dati sufficienti per verificare se il sistema premi realmente chi effettua correttamente la raccolta differenziata».

Nessun investimento da qui al 2028

Voto contrario anche all’aggiornamento del Dup. Le minoranze evidenziano come nella programmazione delle opere pubbliche fino al 2028 non siano previste risorse per nuovi investimenti, un segnale che giudicano «preoccupante».

Fra gli esempi citati c’è la vicenda del campo da tennis: pur condividendo la scelta di procedere con un affidamento pluriennale della struttura, i consiglieri di minoranza criticano gli anni persi tra proroghe e soluzioni provvisorie, arrivate ancora una volta solo all’ultimo momento. «Programmare – rimarcano – significa evitare di rincorrere continuamente le emergenze e impedire che il tennis faccia la stessa fine vissuta in passato dagli impianti calcistici».

«Problemi sempre rincorsi»

Sull’assestamento di bilancio i gruppi hanno invece scelto l’astensione, riconoscendo l’equilibrio dei conti e la priorità del sostegno ai servizi sociali, ma hanno altresì evidenziato la necessità di garantire nel tempo la sostenibilità delle spese ordinarie senza ricorrere sistematicamente all’avanzo di amministrazione.

«Il nostro compito – concludono Scelgo e Uniamo Dairago – è avanzare proposte e vigilare sulle scelte dell’amministrazione. Dairago ha bisogno di una programmazione più solida, capace di tutelare cittadini, attività economiche e patrimonio comunale, anziché continuare ad affrontare i problemi solo quando diventano emergenze».

“Dairago chiude”. Dal centro prelievi al tennis comunale, opposizioni all’attacco

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