VARESE – L’industria varesina conferma una fase di crescita nel secondo trimestre 2026, ma emergono segnali di rallentamento sul fronte degli ordini e delle prospettive future. Secondo l’indagine congiunturale del Centro studi di Confindustria Varese, il saldo complessivo della produzione si attesta a +23,2 punti percentuali: il 49,9% delle imprese segnala un aumento dei livelli produttivi, il 23,4% una situazione stabile e il 26,7% una diminuzione.
Il risultato resta positivo, ma in lieve calo rispetto ai primi tre mesi dell’anno, con differenze marcate tra i diversi comparti industriali.
Ordini in frenata, meglio l’export
Il quadro della domanda mostra segnali più deboli. Il saldo degli ordinativi complessivi si ferma a +1,4 punti percentuali, in forte riduzione rispetto al trimestre precedente (+32,6 punti). Più positivo il dato degli ordini esteri, con un saldo pari a +10 punti.
Le imprese prevedono tuttavia un indebolimento della produzione nel terzo trimestre: il saldo delle aspettative scende a -6,9 punti percentuali, anche per il consueto rallentamento legato al periodo estivo. A pesare sono però anche l’incertezza internazionale, i costi energetici, la logistica e la difficoltà di trasferire integralmente gli aumenti dei costi sui prezzi finali.
Medio Oriente, oltre il 69% delle imprese segnala impatti rilevanti
Le tensioni geopolitiche restano uno dei principali fattori di pressione. Il focus dell’indagine evidenzia che il 54,8% delle aziende considera l’impatto delle crisi in Medio Oriente significativo e di lunga durata, mentre il 14,3% lo giudica significativo ma temporaneo.
Solo il 2,4% delle imprese non rileva conseguenze rilevanti. Il trasferimento dei maggiori costi sui prezzi di vendita resta complesso: il 59,5% delle aziende dichiara di non essere ancora riuscito ad applicarlo, mentre il 23,8% lo ha fatto solo parzialmente.
Energia e credito continuano a comprimere margini e investimenti
Lo scenario economico nazionale resta condizionato dall’instabilità internazionale. Dopo il calo di fine giugno, il prezzo del petrolio Brent è tornato sopra gli 80 dollari al barile a metà luglio, mentre il gas TTF ha ripreso a crescere fino a sfiorare i 60 euro per MWh.
In Italia l’inflazione si è attestata al 3% a giugno, mentre i tassi ufficiali della Banca centrale europea sono al 2,25%. L’aumento dei costi energetici e il costo del credito continuano a incidere sulle decisioni di investimento delle imprese.
Settori: bene chimica e farmaceutica, più debole la moda
Il quadro produttivo resta molto differenziato.
Il chimico-farmaceutico è il comparto più dinamico: la produzione registra un saldo di +76,8 punti percentuali, con ordini complessivi ed esteri entrambi a +84,3 punti. Positive anche le attese per il terzo trimestre (+12,1 punti).
La gomma-plastica mantiene una produzione positiva (+35,6 punti), ma mostra una forte distanza tra mercato interno ed estero: gli ordini complessivi segnano -53,6 punti, mentre quelli esteri raggiungono +93,4 punti. Le prospettive produttive restano negative (-27,7 punti).
Nel metalmeccanico la produzione cresce (+16,8 punti), sostenuta dalle commesse già acquisite, ma gli ordini rallentano: quelli complessivi sono vicini alla stabilità (-0,7 punti) e quelli esteri scendono a -9,5 punti. Le attese per il terzo trimestre sono negative (-5,8 punti).
La moda resta invece in una fase di sostanziale equilibrio: la produzione registra un saldo di -0,2 punti, mentre gli ordini esteri rimangono deboli (-37,1 punti).
Mercato del lavoro, calano le ore di cassa integrazione nel trimestre
Nel secondo trimestre 2026 il comparto industriale varesino ha registrato 2,3 milioni di ore di Cassa integrazione guadagni, in calo del 25,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 74% rispetto al primo trimestre 2026.
Considerando l’intero primo semestre 2026, però, le ore complessive autorizzate raggiungono 11,1 milioni, con un aumento del 64,5% rispetto ai primi sei mesi del 2025.
Nel dettaglio, il settore metalmeccanico ha registrato nel semestre un aumento della cassa integrazione (+146,5%), mentre moda, chimico-farmaceutico e gomma-plastica mostrano dinamiche più contenute.
Industria varesina tra resilienza e cautela
L’indagine di Confindustria Varese restituisce quindi il quadro di un sistema industriale ancora capace di generare crescita, ma alle prese con una fase di elevata incertezza. La produzione resta sostenuta, soprattutto nei comparti più internazionalizzati, mentre la debolezza della domanda e l’aumento dei costi impongono prudenza sulle prospettive dei prossimi mesi.
