CASSANO MAGNAGO – Tantissime presenze per il Woodoo Fest 2026, che archivia l’undicesima edizione con numeri mai raggiunti prima e con la convinzione di aver aperto «un nuovo ciclo». A tracciare il bilancio è Alberto Costalunga, presidente dell’Associazione culturale Le Officine e organizzatore del festival, che parla di un successo costruito non solo sulla partecipazione del pubblico, ma soprattutto sulla capacità di fare rete con il territorio. Guarda il video:
Parte dalla comunità
«Si conclude con un record di presenze l’edizione 2026 di Woodoo Fest», esordisce Costalunga. «È un risultato che va ben oltre i numeri e che rappresenta la conferma più importante: dopo undici edizioni, Woodoo continua a essere un luogo capace di far incontrare persone, idee e comunità».
Un mese fa, alla presentazione del festival, era stato annunciato «l’inizio di un nuovo ciclo», riportando il focus «sul territorio, sulle persone, sulle associazioni, sulle crew e su tutte quelle realtà che ogni giorno costruiscono cultura nella nostra provincia». E oggi, osserva il presidente, «guardando il bosco che abbiamo vissuto insieme, possiamo dire che quella promessa è stata mantenuta».
La risposta del pubblico, sottolinea Costalunga, «ha superato ogni aspettativa». Migliaia di persone hanno attraversato il “portale” del Woodoo Fest, dimostrando «che esiste ancora una comunità con una straordinaria voglia di vivere eventi autentici, condividere idee, ascoltare musica e costruire relazioni».
Il successo è la collaborazione
Per gli organizzatori, però, il vero risultato va oltre il dato delle presenze. «Il vero successo di questa undicesima edizione non è stato soltanto il record di pubblico», evidenzia Costalunga. «È stato vedere un territorio rispondere con entusiasmo a un progetto costruito insieme. Associazioni, collettivi, crew, professionisti e volontari hanno lavorato fianco a fianco, dimostrando che la collaborazione genera un valore che nessuno potrebbe creare da solo».
Un’esperienza che, aggiunge, «ci dà una nuova energia per continuare a immaginare il futuro di Woodoo Fest, un festival che non smette di evolversi e che continua ad allargare la propria famiglia». Tra i primi ringraziamenti ci sono le crew che hanno contribuito all’evento: This Is Not, VaiTra, ul Caminett, MEGA e «tutte le realtà del territorio che hanno deciso di mettersi in gioco insieme a noi».
La provincia ha bisogno di fare rete
Il messaggio che l’edizione 2026 lascia in eredità è chiaro. «Quando si mettono da parte i protagonismi e si sceglie di costruire insieme, nascono opportunità che vanno oltre un singolo evento», afferma Costalunga. «Speriamo che Woodoo Fest sia stato un punto d’incontro, un collante tra realtà diverse e un invito a fare rete. Crediamo che la provincia di Varese abbia un enorme bisogno di progetti condivisi, di contaminazione e di persone capaci di diventare motore le une per le altre».
Il presidente delle Officine rivolge poi un ringraziamento al Comune di Cassano Magnago, al sindaco Pietro Ottaviani, all’assessore Alessandro Passuello e agli uffici tecnici comunali «che, anno dopo anno, ci affiancano con competenza, disponibilità e precisione», oltre ai partner tecnici Losito Music Service e BBV Service e a tutto il personale che ha lavorato dietro le quinte.
Un pensiero particolare è dedicato ai volontari dell’associazione: «Da undici anni sono il cuore pulsante di questo progetto: centinaia di ore di lavoro, passione e impegno che trasformano un’idea in una realtà capace di coinvolgere migliaia di persone».
Noi non ci fermiamo
Lo sguardo è già rivolto alla prossima edizione. «In queste ore stiamo ancora assorbendo l’energia che il pubblico ci ha restituito durante il festival», conclude Costalunga. «È un’energia che ci conferma che la direzione intrapresa è quella giusta e che ci spinge a guardare già al futuro, con ancora più entusiasmo, responsabilità e voglia di costruire». E chiude con l’immagine simbolo di questa edizione: «Abbiamo attraversato il portale insieme. Dall’altra parte abbiamo trovato molto più di un festival: abbiamo trovato una comunità. È da qui che riparte il prossimo capitolo di Woodoo Fest».
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