CERRO MAGGIORE – Custodire la memoria di chi ha sacrificato la propria vita sul lavoro e trasformare quel ricordo in un impegno concreto per la sicurezza e la dignità dei lavoratori di oggi. È con questo spirito che una delegazione del Circolo di Fratelli d’Italia “Pino Rauti” di Cerro Maggiore e Cantalupo, composta dall’assessore comunale Daniel Dibisceglie e dal vicesegretario cittadino Christian Ferrari, ha partecipato, su invito dell’europarlamentare Carlo Fidanza, alle celebrazioni per il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, svoltesi il 7 e l’8 agosto in Belgio (nelle foto).
L’8 agosto 1956, nella miniera del Bois du Cazier persero la vita 262 minatori di dodici diverse nazionalità, fra i quali 136 italiani. Uomini partiti dalle proprie case, lasciando famiglie, paesi e affetti, con la speranza di costruire attraverso il lavoro un futuro migliore. Marcinelle rimane una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana e, allo stesso tempo, una ferita che appartiene alla memoria dell’intera Europa.
Due giorni di commemorazioni in Belgio

Le iniziative si sono aperte venerdì a Charleroi con un momento di approfondimento dedicato al lavoro, alla dignità e alla sicurezza, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, del mondo sindacale, della diplomazia e delle comunità italiane all’estero. Le celebrazioni sono quindi proseguite ieri, sabato, con la commemorazione istituzionale presso il Bois du Cazier, nel luogo stesso della tragedia. Fra le autorità presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa (sopra), il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone e la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna.
«Partecipare alle celebrazioni di Marcinelle è stato un momento di grande emozione – racconta Dibisceglie – Trovarsi nei luoghi in cui settant’anni fa persero la vita 262 lavoratori, 136 dei quali italiani, significa entrare in contatto con una pagina della nostra storia che non può essere dimenticata. Dietro quei numeri ci sono uomini, famiglie, sacrifici e speranze. Ci sono tanti italiani che lasciarono la propria terra per costruire un futuro migliore attraverso il lavoro. Ricordarli significa rendere loro omaggio, ma anche assumerci la responsabilità di fare in modo che sicurezza, rispetto e dignità del lavoro non siano mai considerate conquiste scontate». Per Ferrari, «Marcinelle parla ancora oggi alle istituzioni e soprattutto alle nuove generazioni. Ricordare quelle vittime significa conoscere il sacrificio di chi ci ha preceduto e comprendere quanto sia importante costruire una vera cultura della sicurezza e della prevenzione. Quegli italiani, insieme a tanti altri lavoratori provenienti da tutta Europa, hanno contribuito con fatica e coraggio alla crescita del nostro continente. La memoria acquista davvero valore quando riesce a diventare responsabilità per il presente e impegno per il futuro».
«La memoria diventi impegno per il futuro»

Il Circolo Fdi di Cerro Maggiore e Cantalupo rivolge un sentito ringraziamento a Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento europeo, e a tutto il Gruppo dei Conservatori e riformisti europei-Ecr per l’invito e per aver promosso due giornate capaci di riunire istituzioni, mondo del lavoro e comunità italiane nel segno del ricordo e della responsabilità. Al centro dell’iniziativa anche l’impegno portato avanti da Fratelli d’Italia-Ecr affinché l’8 agosto venga riconosciuto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro, attraverso un’iniziativa parlamentare che ha raccolto adesioni trasversali e il sostegno del governo italiano. Una proposta che lega direttamente la memoria di Marcinelle alle sfide del presente: perché ricordare le vittime non significa soltanto rivolgere lo sguardo al passato, ma lavorare affinché tragedie come quella del Bois du Cazier non si ripetano.
«Settant’anni dopo, Marcinelle ci ricorda ancora che dietro ogni lavoratore ci sono una storia, una famiglia e dei sacrifici che non possono essere dimenticati – concludono Dibisceglie e Ferrari – Essere qui ha significato rendere omaggio a quelle vittime, ma anche rinnovare un impegno preciso: fare in modo che il lavoro sia sempre sinonimo di sicurezza, dignità e rispetto della persona. Perché ricordare il passato ha senso solo se ci aiuta a costruire un futuro migliore».
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