Esuberi a Malpensa, i lavoratori dal prefetto. «Amazon assente. Irresponsabili»

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MALPENSA –  Si è svolto oggi, 12 agosto in Prefettura a Varese il tavolo richiesto dalle organizzazioni sindacali per affrontare le pesanti ricadute occupazionali e sociali legate alla decisione di Amazon di trasferire, dall’8 settembre, le proprie attività cargo da Malpensa all’aeroporto di Montichiari, con il conseguente rischio di perdita del posto di lavoro per circa 190 lavoratrici e lavoratori della società fornitrice Mle-Bcube. Oltre all’handler, hanno partecipato anche Sea ed Enac. Mentre Amazon e Gda hanno di nuovo rigettato l’invito.

Grave e inaccettabile 

Antonio Perna, segretario regionale della Flai, parla di «scelta da irresponsabili». Per le segreterie regionali e territoriali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, si tratta di «una posizione grave e inaccettabile». E spiegano:  «Non è comprensibile che una decisione industriale assunta da Amazon possa produrre conseguenze occupazionali così pesanti e che, proprio nel momento in cui istituzioni e parti sociali cercano di individuare possibili soluzioni, il committente scelga di non confrontarsi. Non si tratta semplicemente dello spostamento di una commessa da un aeroporto all’altro, ma del futuro di 190 persone, delle loro famiglie, delle loro professionalità e di un intero territorio. Riteniamo quindi che Amazon abbia una precisa responsabilità sociale e debba partecipare al confronto, mettendo a disposizione tutte le possibili soluzioni per tutelare l’occupazione».

Ricollocazione in Amazon

In particolare, chiedono di verificare concretamente le opportunità di ricollocazione in altre attività Amazon presenti sul territorio, in particolare a Origgio e Novara, dove ci sarebbero diverse posizioni aperte. «Se esistono attività e fabbisogni occupazionali, è doveroso verificare se tali opportunità possano consentire, almeno in parte, la ricollocazione dei lavoratori coinvolti, valorizzandone esperienza e professionalità», proseguono i sindacati. «L’assenza di Amazon ha impedito di affrontare concretamente queste possibili soluzioni, rendendo di fatto interlocutorio l’incontro odierno. Amazon non può sottrarsi al confronto con le Organizzazioni Sindacali. Una policy aziendale non può diventare un alibi per evitare il confronto quando sono in gioco 190 posti di lavoro. Come parti sociali, continueremo nelle prossime settimane a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per mantenere alta l’attenzione delle istituzioni, della politica e dell’opinione pubblica e per individuare ogni possibile soluzione a tutela dell’occupazione. Il lavoro non si sposta senza garanzie. Le commesse possono cambiare aeroporto. Le persone non possono essere lasciate a terra».

Si muovono i 5Stelle

«Siamo di fronte a un nuovo, duro colpo per la tenuta sociale del nostro territorio, dove i lavoratori e le loro famiglie si trovano a pagare scelte dettate da interessi economici, di per sé legittimi ma che non possono non tener conto delle ripercussioni sulla vita di centinaia di persone che in un’ economia sana non devono essere considerate solo come strumenti funzionali al profitto», afferma la Coordinatrice provinciale del M5S, Francesca Bonoldi. «I nostri portavoce – aggiunge – si stanno attivando a ogni livello», preannunciando nello specifico una richiesta di audizione in Regione Lombardia e la presentazione di una specifica interrogazione parlamentare a Roma. «Abbiamo appena appreso dal segretario generale di Flai-TS, Andrea Orlando, dell’esito negativo dell’incontro di questa mattina in Prefettura, a Varese, a motivo dell’assenza di Amazon, che ha dunque ignorato un invito istituzionale e va richiamata alla responsabilità affinché possa svolgersi l’ auspicato confronto», spiega Bonoldi. «Sosteniamo convintamente – conclude – la richiesta di Flai-TS e degli altri sindacati presenti questa mattina al Tavolo convocato in Prefettura di preservare i posti di lavoro tramite una ricollocazione dei dipendenti, tra la nuova sede di Brescia per quanti potranno trasferirvisi, i nodi logistici Amazon di Novara e Origgio o in altre società operanti sul sedime aeroportuale di Malpensa, ma riteniamo altrettanto imprescindibile, come evidenziato anche di recente da Uni.co.mal, una pianificazione che garantisca lo sviluppo e la gestione integrata degli aeroporti lombardi, sia per una più attenta gestione del personale sia per la tutela del territorio, che passi anche dalla riqualificazione delle aree dismesse, esito non secondario di un mancato coordinamento a livello regionale, ma non certo per trasformare l’area cargo di Malpensa in deposito di materiale bellico, ipotesi rispetto alla quale i sindacati lanciano un fondato allarme e su cui come M5S vigileremo scrupolosamente».

Esuberi a Malpensa, il prefetto convoca Amazon e Gda. Si muove anche FdI

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