Odore di fumo a Varese e nelle valli: arriva dagli incendi di Como e Val d’Ossola

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L'intervento dei Vigili del fuoco sul Monte Goi a Como

VARESE – Foschia da fumo e odore di bruciato: sono diversi i centri del Varesotto da cui giungono in queste ore segnalazioni in merito ai fenomeni tipici che si verificano in presenza di un incendio. Al momento però sul territorio provinciale non sono attivi roghi boschivi: quanto percepito dal capoluogo fino alle valli è dovuto alla presenza di incendi di grandi dimensioni nelle province limitrofe.

Il fumo arriva da fuori provincia

Lo conferma in una comunicazione la Protezione civile di Cantello. «Il fenomeno è riconducibile al trasporto aereo delle masse di fumo provenienti da due vasti incendi boschivi attivi nelle aree limitrofe». Si tratta dei roghi della Val d’Ossola (in ingresso dalla direttrice del Ticino) e del Monte Goi a Como (in spostamento dalla zona di Rodero/Malnate).

I consigli

Il consiglio, per i cittadini residenti in luoghi in cui è presente odore acre all’aperto, è quello di mantenere chiusi gli infissi per evitare l’ingresso di aria satura di fumo all’interno delle abitazioni. Lo scorso 10 agosto Regione Lombardia ha dichiarato lo stato di alto rischio di incendio boschivo su tutto il territorio regionale. Vige il divieto assoluto di qualsiasi abbruciamento di residui vegetali, ramaglie o accensione di fuochi all’aperto. «Segnaliamo con fermezza che sono giunte notizie di abbruciamenti privati sul nostro territorio – dicono dalla Protezione civile di Cantello – tali comportamenti, oltre a essere severamente sanzionabili, generano futili allarmi, peggiorano la qualità dell’aria e intasano inutilmente le linee di soccorso».

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