Lega novarese: con Attilio Fontana coltivando un sogno centrista

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Matteo Marnati, Massimo Giordano, Riccardo Molinari, Alessandro Canelli

NOVARA – Loro, i novaresi, all’associazione “larga e aperta” lanciata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana per cominciare a disegnare il futuro di una Lega “desalvinizzata” sono virtualmente iscritti da tempo, almeno da un paio d’anni.

Risale alla campagna elettorale delle Regionali del 2024 infatti una dichiarazione di Alessandro Canelli tanto esplicita quanto rimasta inosservata da parte dei più: « La Lega – aveva detto il sindaco –  deve tornare ad essere il sindacato del territorio».

A Novara si guarda a Fontana

Esattamente la linea del governatore lombardo che, parlando al Corriere della Sera in questi giorni non ha escluso la possibilità che il riposizionamento strategico del partito possa essere agevolato da un “passo indietro” del Capitano.

A Novara il mood è questo, e non da oggi. Anche se, nell’attuale sonnacchioso ultimo scorcio d’agosto nessuno dei big locali, quasi tutti ancora in ferie, si espone come ha fatto l’ex sindaco di Varese.

Molinari non parla

Da questo punto di vista i novaresi seguono alla perfezione l’attendismo del segretario regionale Riccardo Molinari che, in vacanza negli States, approfittando del fuso orario, se n’è ben guardato da qualsiasi dichiarazione.

«E se non parlano i big perché dovremmo farlo noi?» fa sapere una fonte molto vicina all’inner circle del Carroccio gaudenziano.

Appuntamento alla “Lega delle idee”

Niente interviste e proclami agostani, quindi. Ma un lavorio fitto fitto per la ripresa di settembre. A cominciare dalla “Lega delle idee”, l’ormai tradizionale format il cui programma è in cottura e al quale si rinvia per un primo chiarimento sugli orizzonti in direzione dei quali la Lega novarese intende dirigere la prua.

«Parleremo esplicitamente – spiega off the records la fonte di Malpensa24 – di questione settentrionale, rivolgendoci al mondo imprenditoriale e produttivo.  Anche se Salvini non gradisce. Ma questa è la nostra ragion d’essere, in particolare a Novara». E in particolare in vista delle elezioni amministrative

Il sogno di un “supercentro” performante

La kermesse programmata per la settimana antecedente al raduno di Pontida («un momento quest’ultimo – ci fa sapere il nostro interlocutore – in cui la nostra gente si riconosce con sempre maggiore difficoltà») sarà anche una occasione ulteriore per smarcare il partito novarese da ogni ombra di “destra estrema” dopo la stagione vannacciana maldigerita da subito in riva all’Agogna.

L’aspirazione è quella di ricollocare il partito nell’alveo che proprio a Novara ha garantito 20 anni quasi ininterrotti di successi elettorali, quello di una Lega “centrista” , moderata e tardodemocristiana.

Il rapporto con Forza Italia

Per questo all’ombra della cupola si guarda con interesse anche ai movimenti dalle parti di Forza Italia, che con il crescere della leadership di Alberto Cirio potrebbe essere molto interessata ad una sorta di “federazione” che rappresenti la gamba moderata del centrodestra.

Un’idea che avrebbe un senso a livello nazionale ma che sul piano locale fa venire addirittura l’acquolina in bocca a Massimo Giordano e Alessandro Canelli: un “supercentro” performante che avrebbe non pochi aspetti positivi.

Intanto nel breve renderebbe irrilevanti le transumanze già accadute e quelle annunciate per settembre dal Carroccio in direzione dei “berluscones” novaresi.

Poi, soprattutto,  sarebbe un ottimo contrappeso rispetto a Fratelli d’Italia nella preparazione delle prossime elezioni comunali della primavera-estate 2027, compresa la scelta del candidato sindaco.

Perché una idea (al femminile) in testa il “dinamico duo” ce l’ha da tempo, ma sarebbe irrealizzabile  con la Lega di oggi, ridimensionata nei consensi e subalterna ai “Fratelli” di Gaetano Nastri.

Molto meglio un contenitore che profumi di scudo crociato. 

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