Vuelta, Carapaz ci crede: “Ho testa e soprattutto gambe per battere Pogacar”

Vuelta favoriti Carapaz Pogacar
Richard Carapaz

MONTECARLO – Richard Carapaz. È lui il corridore, l’unico probabilmente, che può provare a ribaltare una Vuelta il cui esito finale pare già scritto. Tadej Pogacar, infatti, che torna alla Vuelta dopo l’unica esperienza del 2019, sembra infatti davvero imbattibile. Anzi verrebbe da dire che il campione del mondo, se la corsa avrà uno svolgimento “normale” (ovvero senza che allo sloveno capiti qualche sfortuna particolarmente grave), domenica 13 settembre a Granada salirà sul primo gradino del podio. Una vittoria che farebbe entrare lo sloveno nella ristretta cerchia dei campioni capaci di vincere le tre grandi corse a tappe. Prima di lui Anquetil, Merckx, Hinault, Contador, Froome, Vingegaard e due italiani: Gimondi e Nibali. Eppure Carapaz non è arreso, non si sente già battuto. Al contrario.

Successi francesi

In Francia Carapaz non aveva iniziato benissimo anche a causa di alcuni malanni che lo avevano colpito durante la preparazione, ma la sua terza settimana è stata incredibile: vittoria a Orcieres-Merlette (18a frazione), terzo il giorno dopo all’Alpe d’Huez, in trionfo nella tappa 20 ancora sulla’Alpe. Soprattutto mille fantastici attacchi che hanno riacceso entusiasmo sulla corsa che era stata “ammazzata” da Pogacar già dal Tourmalet. E come premio finale la maglia a pois sul podio di Parigi oltre a un’ottavo posto in classifica che non è da buttare. Del resto nel palmares della “Locomotora del Carchi” c’è anche la maglia rosa 2019 e la medaglia d’oro di Tokyo 2021. Alla Vuelta, invece, il trionfo l’ha solo sfiorato nel 2020 quando concluse secondo a soli 24 secondi da Primoz Roglic.

“Condizione molto buona”

“Dopo il Tour ho corso solo a San Sebastian (secondo dietro a Evenepoel, ndr)  una corsa che mi è sempre piaciuta, per il resto sono rimasto ad Andorra tra riposo e il ritorno alla normale routine di allenamento. A parte il morale che mi ha lasciato la corsa francese sento di avere buone gambe, e questa è la cosa più importante, per puntare alla generale. Sono curioso di vedere quello che succederà in corsa. Pogacar lo conosciamo tutti molto bene, il suoi risultati sono sotto gli occhi di tutti. È il più forte. Però sono convito che sarà una Vuelta molto emozionante. Se vincerò meglio, ma la cosa più importante è essere qui con la convinzione e la forma per poterlo fare. Se avrò un’opportunità cercherò di sfruttarla?

Ma come si corre contro il più forte al mondo? Ci può essere una tattica che unisca i rivali di Pogacar?

“In partenza una tattica comune non ci può essere. Ma questa è una Vuelta con molta moltissima salita. Già a Font Romeu (lunedì, 3a tappa, primo di sette arrivi in salita, ndr) ci sarà battaglia. E il giorno dopo sarà un’altra tappa complicata ad Andorra”.

Si può dire che che Carapaz sia l’unico vero e possibile rivale dello sloveno?

“Come ho detto prima io sto molto bene. Ma qui ci sono anche Roglic e Gall che credo possano fare molto bene”.

La corsa

La corsa spagnola prenderà il via per la terza volta consecutiva, settima in totale, dall’estero. Si comincia sabato con una crono individuale di 9,4 km che per lunghi tratti si svolgerà sul circuito di Formula1 di Monte Carlo. Le 21 tappe sono così suddivise: 2 crono individuali, 4 pianeggianti, 5 ondulate, 4 di media montagna e 6 di montagna.      

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