MANOSQUE (FRA) Matthew Brennan con una straordinaria volata ha vinto la seconda tappa della Vuelta Espana. Terzo posto per Tadej Pogacar che conserva la maglia rossa di leader. Per il 21enne corridore britannico della Visma è la 19a vittoria in carriera, l’8a stagionale in. cui brilla la Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Non male per un giovane al secondo anno tra i big. Che fosse in gran forma lo si era capito anche nella recente Vuelta Burgos dove si era imposto in due tappe. Secondo posto di giornata per lo spagnolo Pau Miquel, davanti all’iridato e a Mads Pedersen, il grande deluso di giornata. Interessante, in proiezione classifica, il 9° posto di Oscar Onley.
La fiammata di Van Aert
La tappa si infiamma – e in pratica prende la piega decisiva – a 2,1 km dal traguardo. Lì, dove la strada sale si catena con un tremendo attacco Wout Van Aert. Il belga chiama alla ribalta la maglia rossa, il primo a rispondere. a cui il primo a rispondere è stato Tadej Pogacar che poi non molla un centimetro. Ieri, al termine della clamorosa vittoria ha cronometro lo sloveno aveva detto che la tappa di oggi era la prima occasione per perdere la maglia di leader. Ma lui, come ha dimostrato una volta di più, di perdere la maglia anche solo per un giorno non ci pensa proprio.
Le classifiche
Ora in classifica generale Pogacar, che oggi con gli abbuoni ha guadagnato 4 secondi, comanda con 9 di vantaggio su Van Aert e 10 proprio su Brennan. Il primo dei suoi rivali, Roglic, è 9° a 26 secondi.
La 3a tappa: Gruissan-Font Romeu, primo arrivo in salita
Siamo alla terza e ultima tappa in territorio francese. Si parte dalla costa mediterranea di Gruissan-Aude, nel parco naturale Narbonnaise, per arrivare dopo 174 km, e 2.700 metri di dislivello, a Font Romeu: primo arrivo in salita di questa Vuelta. Una frazione che per i primi 90 chilometri è praticamente pianeggiante, ma poi si comincia a salire verso il Col de Mont Louis. Se il nome dice poco la strada dice molto, si tratta del primo gpm di 1a categoria di questa edizione. In cima ci sono gli abbuoni. La salita è infatti lunga ben 19,4 km al 4,8% di pendenza media, mentre la massima è dell’8. Dopo una discesa di poco più di 6 km la strada riprende a salire per il traguardo. Un’ascesa (gpm di 2a cat.) molto regolare di 9,8 km al 5% medio. Un finale quindi per gente capace in salita di spingere grandi rapporti. Si salirà molto, ma molto, veloci. Qualcuno, sportivamente parlando, ci lascerà le penne.
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