NOVARA – Parte in salita la trattativa tra sindacati e azienda nell’ambito della vertenza Radici Chimica.
Questa mattina si è tenuta la prima seduta del tavolo tra le RSU e la Direzione Aziendale nell’ambito della procedura prevista dalla cosiddetta “norma anti delocalizzazione”.
Dalla riunione – almeno per il momento – non sono uscite dichiarazioni ufficiali, né dall’azienda né dalle organizzazioni sindacali, ma secondo quanto apprende Malpensa24, c’è stata immediatamente una grande difficoltà di dialogo su tutta la linea. Tanto che c’è chi parla già di “rottura“.
Il confronto al tavolo di trattativa
Alla riunione hanno preso parte per l’azienda l’amministrazione unico Angelo Rodolfi, il gestore del sito novarese Pio Gazzini, e due addetti dell’ufficio personale, oltre a tutti i componenti delle RSU
Le rappresentanze dei lavoratori hanno messo sul piatto le richieste che avevano anticipato: l’attivazione immediata degli ammortizzatori sociali conservativi e il ricorso allo scivolo dell’isopensione per chi si trova a un passo dai requisiti anagrafici.
Richieste precise anche rispetto ai tagli sulle retribuzioni verificatisi nel mese di luglio: le organizzazioni sindacali chiedevano il ripristino dei superminimi “ad personam” riassorbiti – indebitamente secondo il sindacato – nella paga base
I dettagli nelle assemblee di domani e giovedì
Per i dettagli bisognerà attendere le assemblee con il personale, già programmate per domani e dopodomani nel primo pomeriggio. Qualora venisse confermata la rottura e l’interruzione della trattativa, si potrebbe aprire una fase di maggiore conflittualità.
Venerdì mattina, comunque, in occasione del vertice tra sindacati territoriali, Rsu e vertici del fondo Lone Star, in programma presso la sede di Confindustria a Novara, è fissato un presidio davanti al palazzo di corso Cavallotti. Che a questo punto si annuncia molto partecipato.
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