«Cessione rete gas metano Angera, la fretta è cattiva consigliera»

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All’inizio dell’anno, l’Amministrazione Comunale di Angera ha voluto approvare con grande fretta la cessione della rete del gas metano, adducendo presunti ed enormi vantaggi economici e finanziari per il nostro Ente. All’epoca, tutte le opposizioni consiliari votarono convintamente contro quella scelta.

A distanza di pochi mesi, la lettura della stampa locale ci restituisce una realtà ben diversa: diversi Comuni della Provincia di Varese – si veda per esempio il caso di Gazzada Schianno – hanno infatti maturato seri dubbi sulla stessa operazione.

I dubbi oggi sollevati sono esattamente quelli che le opposizioni della nostra Città avevano espresso a suo tempo inascoltate.

Ci era stato ripetuto con insistenza che il principale vantaggio consistesse nel percepire, una volta effettuata la gara, l’importo di 1,2 milioni di euro, risorsa presentata come decisiva per compiere investimenti importanti per la nostra Città (come la riqualificazione energetica degli edifici pubblici). Ci era stato inoltre detto che l’eventuale rinnovo della concessione a titolo di affitto fosse poco produttivo e dispendioso, poiché gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria – non previsti nel Piano presentato in sede di gara – sarebbero rimasti interamente a carico del nostro Comune.

Niente di più falso. L’articolo 12, commi 2 e 3, dello schema di contratto tipo per lo svolgimento dell’attività di distribuzione del gas naturale recita infatti tutt’altro.

La fretta di abdicare alla preziosa funzione di salvaguardare la rete pubblica di distribuzione del gas metano, giustificata da motivazioni pretestuose, si è rivelata del tutto ingiustificata, soprattutto ora che altri Enti hanno scelto di fermarsi a fare le dovute considerazioni del caso.

La nostra Città, invece, tra un impegno festivo e l’altro dello scorso dicembre, ha portato d’urgenza l’importante argomento all’approvazione del Consiglio Comunale, sbandierando una presunta scadenza procedurale dei termini che, alla luce di quanto sta emergendo, non corrisponde alla verità dei fatti.

È certamente improbabile che l’Amministrazione attivi in autotutela la sospensione del provvedimento deliberato. Resta tuttavia evidente, ancora una volta, come la fretta e una programmazione alquanto opinabile abbiano impedito un confronto approfondito su un tema che oggi, alla luce dei fatti, solleva enormi interrogativi sul futuro di un’infrastruttura strategica e sulle possibili ricadute per famiglie e imprese.

Marco Brovelli
Capogruppo A Come Angera

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