ROQUETES (SPA) Matthew Brennan non sbaglia: la quinta tappa della Vuelta è sua con relativa facilità. Perfetta l’azione della Visma che prima sfrutta il lavoro di un UnoX, che non si sa perché tirava visto che il velocista era in ventesima posizione, poi si lancia con Van Aert. a quel punto la volata è chiusa visto che dopo il belga entra in azione, con perfetto sincronismo, Christophe Laporte. Il francese prende in testa l’ultima curva e all’uscita si volta per cercare il compagno che è a ruota. Brennan apre il gas ed è evidente che nessuno lo può impensierire. Per il 21enne di Darlington, nord-est dell’Inghilterra, è il 21° successo in carriera, il 9° stagionale. qui alla Vuelta aveva già vinto a Manosque, nella prima tappa in linea della sua carriera.
“Wout e Cristophe sono impressionanti”
“Van Aert e Laporte sono impressionanti – afferma Brennan – in corsa non serve neppure che ci parliamo, capiscono tutto quasi prima che le cose succedano”. E alla domanda su quale sia stato oil suo idolo da giovane l’inglese risponde deciso. “Cavendish. sono cresciuto nella sua era ed è stato uno dei più forti della storia. sì, lui era il mio eroe. Mi piaceva il suo modo di fare le volate perché a volte non era il più forte, il più potente, ma sapeva sempre piazzarsi nel posto giuto. Aveva tanta grinta e vinceva”.
Gestire i nervi
Prima del via, forse per. la pressione che lo accompagna sempre, Pogacar sembrava nervoso. “Sì – risponde – è vero. Prima di ogni corsa sento un po’ la tensione. Credo sia normale anche se con l’esperienza riesco a gestire la cosa sempre meglio. Poi stamattina sapevamo che ci aspettava una giornata con il vento e questo in corsa aumenta lo stress”.
Errore di posizione
Posto d’onore per il belga Jordi Meeus davanti a due italiani, albanese e Romele. Il bresciano dell’Astana è autore di una bella rimonta, purtroppo paga il fatto di essere entrato nell’ultima curva in settima posizione. In classifica generale guida ovviamente Tadej Pogacar, Roglic è in 2a posizione a 3’21”, Mas a 3’32”, quindi Kuss a 3’44”, Onley a 3’45”, Carapaz a 3’50” e Gall a 3’57”.
Tappa 6, El Bartolo fa paura
Alcossebre-Castellò: è questa la 6a tappa della Vuelta numero 81. Una tappa molto ondulata, di 177 km e quasi 3.000 metri di dislivello. Sono quattro i gpm che i corridori dovranno affrontare. Il primo è il Puerto de la Serratella, un 2a categoria lungo ma molto facile, a seguire il Coll de la Bandereta (3a cat.) e l’Alto del Desierto de Las Palmas, anche questo un 2a pedalabile. Ma il bello deve ancora venire. A decidere l’ordine d’arrivo, infatti, potrebbe essere l’ultima montagna, Puerto El Bartolo , un gpm di 1a cat. al 7,1% medio. Facilino? Eh no, perché i due chilometri che vanno dal 6° all’8° sono tremendi, attorno al 12% medio ma con un tratto al 20 e pure un breve sterrato. Poco meno di un chilometro di discesa e ultimi 400 metri di salita al 12,5%. Ultimi 20 km tra discesa e finale pianeggiante. Attenzione: la vittoria se la giocano i primi tre che entrano nella rotonda con curva a sinistra a circa 200 metri dal traguardo. Ma Pogacar potrebbe arrivare solo e fare tripletta.
Le classifiche
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