SESTO CALENDE – Offshore a tutta velocità sul Ticino, proprio nel centro di Sesto Calende. È successo ieri, 30 agosto. Poco dopo le 19, l’imbarcazione da competizione è stata ripresa mentre si dirigeva in direzione Ponte di ferro «a una velocità stimata dieci volte superiore al consentito». Lo dice Cesare Zacchetti, presidente del circolo cittadino di Fratelli d’Italia e allenatore di canoa di bimbi e ragazzi che proprio in quegli spazi si allenano. E annuncia: «Nei prossimi giorni verrà depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, tramite la locale stazione dei carabinieri».
Offshore a tutta velocità
Intorno alle 19.20, l’imbarcazione da competizione tipo offshore – di colore rosso, con due persone a bordo munite di casco e abbigliamento da gara – ha percorso a velocità elevatissima il tratto di lago di fronte l’allea sestese, «proseguendo fino al termine dell’abitato, virando all’altezza dell’idrometro e ripartendo verso il lago aperto alla stessa andatura», spiega Zacchetti. «Il passaggio è stato notato da numerosi cittadini e ha avuto ampia eco sui social network nelle ore successive». Questa mattina, quindi, l’allenatore di canoa e presidente del circolo locale di FdI ha inviato una segnalazione via posta elettronica certificata all’autorità di bacino lacuale dei laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese. Ma anche alla guardia costiera del Lago Maggiore e alla sezione operativa navale della guardia di finanza, con copia al comando provinciale dei carabinieri di Varese e al Comune di Sesto Calende. Con tanto di video (qui sotto). Seguirà, appunto l’esposto in procura.
«Non è la prima volta»
Quel tratto è sede quotidiana degli allenamenti di giovani canoisti, alcuni dei quali di età inferiore ai dieci anni, seguiti dagli allenatori e osservati dai genitori dal Parco Europa. «Nella fascia rivierasca – spiega Zacchetti – la navigazione deve avvenire a pochi nodi entro i 150 metri dalla riva: la velocità tenuta dall’imbarcazione appare nell’ordine di dieci volte il limite consentito». Prosegue: «Si tratta, inoltre, per caratteristiche costruttive e per l’abbigliamento dei conducenti, di un mezzo da competizione, condotto al di fuori di qualsiasi manifestazione autorizzata. Non è la prima volta. Circa tre anni fa, nello stesso specchio d’acqua, un’analoga imbarcazione da competizione entrò a velocità stimata attorno ai 50 nodi tagliando la curva che porta agli ormeggi del Verbella, in un punto nel quale pochi minuti prima si trovavano sette o otto bambini in canoa. Allora la vicenda si chiuse con le scuse del proprietario del mezzo, di cui non vengono resi noti nome e riferimenti». Quindi, attacca: «Non è una bravata, è una roulette. Una barca che va a un centinaio di chilometri orari non si ferma e non scarta: se davanti le trovi una canoa con dentro un bambino, quel bambino non ha scampo, e nemmeno chi guida può farci più nulla. È come mandare una Formula 1 in centro città. Tre anni fa mi sbracciai in acqua come un ossesso per farmi vedere, e a quella velocità non potevano vedermi. Poi arrivarono le scuse, sincere, di una persona che non ci aveva pensato. È esattamente la frase che sentiamo al telegiornale quando queste storie finiscono male. Non voglio sentirla una terza volta».
L’obiettivo
Nella segnalazione si chiede alle autorità di acquisire il materiale video, identificare l’imbarcazione e i suoi conducenti, verificarne titoli abilitativi, iscrizione, assicurazione e condizioni di ammissione alla navigazione in acque pubbliche, deferire i responsabili all’autorità competente e valutare controlli mirati nel tratto rivierasco di Sesto Calende, in particolare nelle fasce serali e nei giorni festivi, che coincidono con gli allenamenti giovanili.
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