Vuelta: Mas in forma spaziale, ma la crono avvantaggia Roglic. Pogacar operato

Vuelta Mas Roglic favoriti
Lo spagnolo Eric Mas, 31 anni (Sirotti)

MURCIA (SPA) Mas, Roglic, Gall, Onley, Carapaz, Skjelmose e persino Kuus: chi vincerà la Vuelta? Dopo il ritiro di Pogacar,, che stava dominando la corsa con facilità e che è stato operato oggi pomeriggio alla clavicola sinistra, la domanda viene spontanea. Ma fare un lungo elenco di nomi scorrendo la classifica, e magari aggiungere pure delle percentuali, è un giochino banale. Ancora di più se si è fuori dal gruppo, se non si dentro le dinamiche, se si guarda la corsa solo in televisione. Cerchiamo invece di analizzare la situazione nel dettaglio, con punti a favore e sfavore di ogni pretendente.

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Mas, senza il Tour, mai così in forma

Eric Mas è in maglia rossa e forse non è mai stato così in forma nella sua vita. Ieri ha vinto sulla’Alto de Aitana e, dopo la stupenda prestazione su El Bartolo, ha dimostrato di essere quello più in forma in salita. Non per niente ha indossato per la prima volta in carriera la maglia di leader e ha vinto la sua seconda tappa, la prima in Spagna, dopo quella sul Col de la Gallina, nel 2018 ad Andorra. Il maiorchino della Movistar ha ottenuto i suoi migliori risultati in questa corsa: tre secondi posti e un terzo. Ma l’ossessione sua, e della squadra, è sempre stata (come con Valverde) il Tour de France. Mas è all’ottava partecipazione alla Vuelta, ma escluso le prime due (2017 e 2018 quando a 23 anni è arrivato secondo, ndr) nelle successive cinque (2020, 2021, 2022, 2023 e 2024) si è sempre presentato al via dopo essere stato asfaltato in Francia. Non certo l’avvicinamento ideale. Quest’anno non ha corso in Francia, ma per la prima volta si è presentato al Giro. Mas non era nelle migliori condizioni e ha chiuso al 32° posto senza forzare e con molte polemiche con la sua squadra. Condizione non buona forse anche per l’intervento chirurgico per risolvere una trombo-flebite a cui era stato sottoposto nell’agosto scorso e che ha richiesto un lungo stop.

Ma la crono spinge Roglic

Il punto debole di Mas è sempre stata la cronometro. In quella di apertura, a Monaco, ha chiuso al 50° posto a 33” da Pogacar. E il discorso crono si porta dietro quello di Roglic. Primoz, ora secondo a 1’18”, è il suo grande rivale. Lo sloveno può essere considerato uno ottimo specialista e non solo per vare vinto l’oro olimpico. In ventidue scontri diretti nelle prove individuali contro il tempo, dall’Algarve 2017 2018 a Monaco, lo sloveno ha sempre fatto meglio. Su 548 km il distacco medio è stato di 2”9 al km. Si può ipotizzare quindi, che nella crono di 32 km tra El Puerto de Santa Maria e Jerez de la Frontera, lo sloveno potrebbe guadagnare tra 1’30” e 1’45”. Ma dall’entourage dello spagnolo trapela che il distacco potrebbe essere nell’ordine dei due minuti.

Si può ipotizzare quindi, che nella crono di 32 km tra El Puerto de Santa Maria e Jerez de la Frontera, lo sloveno potrebbe guadagnare tra 1’30” e 1’45”.

Lo sloveno Primoz Roglic (Sirotti)

Lo sloveno è in crescita

Certamente Roglic, che dice di non essersi presentato al via dal Principato in ottima forma (nonostante il suo sorriso facesse intendere una grande serenità) a causa dell’incidente in allenamento a Livigno, cresce di condizione con il passare delle tappe e corre molto bene. Ieri, salendo verso Aitana ha chiuso al terzo posto, perdendo una manciata di secondi, ma non attaccando mai. Ha corso sempre coperto. Primoz è un marpione e la sua quinta maglia rossa non è un’utopia nonostante non sembri avere una grande squadra al suo fianco

Gall corre male

Dietro loro due, ma staccati più che la classifica dica, ci sono gli altri. L’austriaco Gall potrebbe essere anche pericoloso, ma corre e fa correre la sua Decathlon male. Non sono i padroni della corsa e fare tirare i suoi compagni come fossero la Uae (o la Visma o Ineos di anni fa) non ha un grande senso. Pogacar nella tappa di Andorra gli era passato sopra e lo stesso, più o meno, è successo ieri.

Onley da podio

Lo scozzese Onley sta crescendo ma non sembra quello del Tour 2025 quando, a sorpresa, chiuse al 4° posto. Da podio magari si, da maglia bianca sicuro, ma rossa molto difficile. Molto raramente la Vuelta è una corsa per giovani. E anche lui non è sorretto da una grande squadra. Chi lo può aiutare nella NetCompany?

Carapaz, Kuus e Skjelmose lontani

Carapaz non sembra quello dell’ultima settimana del Tour e, tra l’altro, ha già sul gobbo un distacco di 3’26” dalla maglia rossa. Kuus, che non è più quello degli anni scorsi, e Skjelmose, rispetto agli altri big, vanno piano. Loro tre potrebbero tornare in gioco solo se riuscissero a infilarsi in una fuga clamorosa e difficile da controllare.

Le prossime tappe

Giovedì con l’arrivo in salita a Calar Alto ne sapremo di più. La corsa riprenderà martedì con la  10a frazione: partenza da Alcaraz e traguardo a Elche de la Sierra (provincia di Albacete, regione della Castilla-La mancha, sud-est della penisola). In programma 185 km e circa 3.00 metri di dislivello. Gli ultimi 5 km sono in leggera salita.

Le classifiche

Guarda qui l’ordine d’arrivo e le classifiche della corsa spagnola

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