NOVARA – Da ottobre cambierà l’organizzazione dell’assistenza pediatrica territoriale a Novara e l’attuale PAPT di viale Roma (punto di assistenza pediatrica territoriale) non sarà più previsto secondo il modello utilizzato fino ad oggi. Un passaggio delicato che ha riacceso il dibattito sulla sanità novarese, sul quale il Movimento 5 Stelle chiede a gran voce chiarezza e programmazione per evitare disservizi e il Partito Democratico annuncia una iniziativa in Consiglio Regionale
Il presidio rappresenta da anni un punto di riferimento fondamentale per moltissime famiglie, specialmente quando si presenta la necessità di un consulto o di una visita pediatrica il sabato o nei giorni prefestivi, con il proprio pediatra di libera scelta non disponibile.
«Chi ha dei bambini sa quanto sia importante poter contare su un riferimento pediatrico nel fine settimana – dichiara il capogruppo M5S Mario Iacopino –. Se il PAPT viene superato, prima deve essere definita un’alternativa chiara e adeguata. Non possiamo arrivare a ottobre lasciando le famiglie nell’incertezza. Una riorganizzazione sanitaria deve migliorare i servizi, non ridurli».
Il nuovo modello regionale
La riforma promossa dalla Regione Piemonte prevede di riorganizzare l’assistenza di base attraverso le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e l’integrazione con le nuove Case della Comunità.
Tuttavia, questa nuova struttura non garantisce in modo automatico un servizio pediatrico il sabato che sia equivalente al vecchio PAPT, pur prevedendo la possibilità di aperture nei prefestivi.
Per gli esponenti pentastellati occorre sfruttare i prossimi mesi per definire una soluzione stabile ed evitare di ripetere quanto accaduto nel 2025, quando la temporanea sospensione del servizio scatenò la protesta dei cittadini con una raccolta firme dei genitori e un ordine del giorno delle opposizioni in Consiglio comunale a Novara, che ne portarono poi alla riattivazione.
«Quello che è accaduto lo scorso anno dovrebbe aver insegnato qualcosa – prosegue Iacopino –. Le famiglie hanno già dimostrato quanto questo servizio sia importante. Sarebbe incomprensibile ritrovarci nuovamente nella stessa incertezza. Chiediamo al Sindaco di attivarsi subito con ASL Novara e Regione: questa volta bisogna programmare prima».
«Servono risposte certe per il sabato»
Secondo i rappresentanti M5S, il cambio di paradigma non deve trasformarsi in un taglio dei servizi, bensì nell’occasione per potenziare la pediatria di famiglia sul territorio.
«Dietro questo servizio ci sono bambini e genitori che hanno bisogno di risposte semplici e certe – aggiunge il consigliere M5S Francesco Renna –. Serve un riferimento pediatrico stabile anche il sabato, accessibile e ben coordinato con le Case della Comunità e l’Ospedale Maggiore di Novara. Il nuovo modello deve offrire un servizio migliore, non rappresentare un passo indietro».
Iacopino e Renna sollecitano quindi un tavolo di confronto urgente tra Comune di Novara, ASL e Regione per comunicare con chiarezza e prima di ottobre quali presidi saranno attivi il sabato, le modalità di accesso e l’effettiva copertura dell’assistenza pediatrica per le famiglie novaresi.
Rossi(Pd): interrogazione urgente a Riboldi
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale e segretario regionale del Pd Domenico Rossi.
«La chiusura dell’ambulatorio pediatrico del sabato – dice Rossi – rappresenta una pessima notizia per le famiglie novaresi. Se da un lato il nuovo accordo integrativo regionale non contempla più la possibilità dei PAPT, dall’altro è sotto gli occhi di tutti quanto questo presidio sia indispensabile per il territorio: deve trovare al più presto una nuova collocazione all’interno delle Case di Comunità e delle AFT».
«Per fare chiarezza – conclude presenterò un’interrogazione urgente all’Assessore regionale alla Sanità, chiedendo quali misure intenda adottare la Giunta per non lasciare sguarnite le famiglie con bambini e per prevenire il conseguente sovraffollamento del pronto soccorso. Le Case di Comunità non devono restare contenitori privi di risposte: riempiamole con servizi territoriali concreti e realmente utili ai cittadini».
