LORCA (SPA) “Mas è un altro corridore, molto forte e molto libero di mente, sereno”. Roberto Amadio, c.t. della Nazionale non è in Spagna ma della Vuelta non si perde neanche un secondo. “Si è visto anche prima della caduta di Pogacar- prosegue il tecnico – quando Mas su El Bartolo ha ripreso Pogacar e gli ha voluto mettere la ruota davanti al gpm. In salita lo spagnolo ha qualcosa in più degli altri, ma il vantaggio che ha non è sufficiente. Roglic cresce, anche lui è sereno, sa come si vince, non fa mai un fuori giri, si gestisce molto bene. A Mas prima servon due minuti, due minuti e mezzo, per affrontare la crono in modo relativamente sereno”. In salita lo spagnolo ha qualcosa in più degli altri, ma il vantaggio che ha non è sufficiente.
Verso il Mondiale, occhio a Finn che ricorda Nibali
Con Amadio si è parlato anche di Pogacar e del Mondiale in programma il 27 settembre in Canada. “Chiaro che atleti come Pogacar sono fenomeni e hanno recuperi diversi, ma la caduta che ha fatto è stata pesante. Non credo che Tadej possa esserci”. E sulla Nazionale? “Scaroni, Pellizzari e Ciccone saranno le punte. Ci sarà anche Finn che a me ricorda molto Nibali”.
La tappa: Brennan fa tris
Intanto Matthew Brennan in volata non perdona: l’11a tappa della Vuelta è sua. Mas prosegue senza problemi in maglia rossa di leader. La “tappetta” di Lorca, più da juniores che da corsa WorldTour, scorre senza grossi sussulti. Alessandro Covi prova la fuga ma oggi non si scappa, non c’è alternativa allo sprint. L’unico dubbio è cosa farà la Visma: deciderà di buttare via la corsa, come ha fatto ieri per tentare di far vincere Van Aert, oppure mira al bersaglio con il britannico, rivelazione di questa corsa? No, stavolta il belga in maglia verde di leader della classifica a punti si mette a disposizione del giovane compagno e i giochi sono fatti. Coquard appena mette il naso fuori dalla scia capisce subito che è meglio stare coperti e conservare il secondo posto. Brennan taglia il traguardo mostrando tre dita: indice, medio e anulare.

La 12a tappa, si sale: Velefique e Calar Alto
A Calar Alto (giovedì 3 settembre) il quarto dei sette arrivi in salita di questa Vuelta. Siamo in Andalusia e si parte da Vera, nella provincia di Almeria, per una frazione di 166,6 km e 4.568 metri di dislivello. Dopo 16 km il primo gpm, Cabecido, di 3a categoria. Poi la corsa propone l’Alto de Cobra, (3a cat.) e il Colladop Garcia (2a). A 44,3 km dal traguardo comincia il tremendo Velefique, una delle montagne più dura dura di questa edizione. Si tratta di un 1a categoria, abbastanza regolare, di 13,1 km al 7,2% di pendenza media (massima del 15 dopo 3, 5 km) e 951 metri di dislivello. Discesa impegnativa su Bacares, quindi l’ascesa finale. 16,9 km al 5,65 di pendenza media e altri 952 metri di dislivello. Calar Alto è una salita irregolare, i primi 3 chilometri sono durissimi poi, dopo il 9° km, due tratti più o meno di un chilometro in contropendenza. Dal 14à al 15° km un altro tratto durissimo, al 9,5%.
Valverde: “Mas fortissimo, ma Roglic può rimontare. L’Aguacil deciderà la Vuelta”
