Da Ponte Tresa alla Russia: don Caruso cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia

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LAVENA PONTE TRESA – «Grazie Don Giampiero, sacerdote di frontiera». Così il sindaco Massimo Mastromarino, che ha voluto diffondere ai suoi concittadini una storia che riguarda una persona molto legata a Lavena Ponte Tresa. Un importante riconoscimento rimasto fin qui taciuto e che ora riceve la giusta eco. 

L’onorificenza

Protagonista della vicenda è don Giampiero Caruso, che ormai da alcuni decenni presta il suo servizio ecclesiastico in Russia, prima in Siberia e poi come cappellano della comunità italiana di Mosca. Al suo rientro in Italia per un breve periodo di riposo a Ponte Tresa presso i propri familiari padre Caruso ha raccontato di aver ricevuto a Mosca l’8 settembre dello scorso anno l’onorificenza di cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia. Si tratta di un riconoscimento ufficiale concesso dal Presidente della Repubblica alle persone che con la loro attività hanno promosso i rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri paesi.

La motivazione

L’onorificenza è stata consegnata dall’ambasciatrice d’Italia Cecilia Piccioni, alla presenza del console generale Giovanni Favilli e del dirigente dell’Ufficio istruzione del consolato Domenico Buscaglia. L’ambasciatrice ha sottolineato l’impegno di don Giampiero su più fronti: dalla cura pastorale dei cattolici italiani a Mosca alla professione di docente, dallo sviluppo di una cultura della pace e della tolleranza all’attenzione agli altri e alle persone più fragili. Alla cerimonia era presente anche il nunzio apostolico in Russia. «Per Lavena Ponte Tresa è un onore», è il commento del sindaco. 

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