CALAR ALTO (SPA) Sarà Jakob Omrzel il nuovo Pogacar? Vedremo, di certo la Slovenia dopo Roglic, Mohoric e Tadej lancia l’ennesimo fenomeno che qui centra il successo a 20 anni, 5 mesi e 13 giorni, mentre Tadej ci riuscì – alla Vuelta – a Cortal d’Encamp quando aveva 20 anni, 11 mesi e 10 giorni. Oggi, infatti, il 20enne della Bahrain ha trionfato in solitaria, e dopo una prova superlativa, nella temutissima e caldissima 12a tappa della Vuelta, quello con arrivo in salita a Calar Alto. Non gli è invece riuscita la caccia alla maglia bianca che per 30 secondi resta sulle spalle di Onley.
Il pedigree dello sloveno
Omrzel, 20 anni, scalatore di 185 centimetri e 62 kg di peso, lo scorso anno ha vinto il Giro Next e il titolo nazionale tra i pro’. Le sue parole, mentre fa i rulli, sono insolite per un giovane: “Non sono sorpreso perché so quanto ho lavorato. Prima o poi i risultati dovevano arrivare. Oggi mi sono sentito molto bene e ora mi godo il momento. Sono contento anche per Bilbao. In squadra funziona tutto così bene che sembra di giocare alla playstation”. Oggi alle spalle di Omrzel, Berrade a 1’56” e Buitrago a 2’13”.
Mas guadagna 27 secondi
Grande prestazione sulla salita finale di Enric Mas che consolida la sua maglia rossa di leader della generale. A 12 km dal traguardo di Calar Alto il maiorchino della Movistar ha aperto il gas. Per Gall e Roglic che pedalavano con lui non c’è stato più nulla da fare. Mas ha chiuso 6° a 2’56” da Omrzel. Ventisette secondi dopo l’austriaco e lo sloveno della Red Bull. Ora Mas guida la classifica con 1’45” su Roglic e 2’06” su Gall.

Una giornata da fuga
Per capire quale sarebbe stato sto svolgimento tattico della tappa odierna, ovvero con una corsa nella corsa, non serviva sfregare la lampada per fare uscire il genio. Dunque che oggi venisse fuori una fuga numerosa era scontato. Così come era scontato che dietro avrebbero lasciato fare. Del resto, con i valori in campo, quale team poteva accollarsi un lungo e durissimo inseguimento? Mas ha a disposizione una Movistar discreta, ma niente di che. Roglic è messo peggio, la Red Bull schierata qui è abbastanza scarsa. Stesso discorso per la Netcompany di Onley. La squadra più forte è senza dubbio la Decathlon di Felix Gall, ma i francesi corrono malissimo. Pensavano di essere i padroni della corsa quando ancora c’era Pogacar e la sua Uae. Ancora di più pensano di esserlo oggi e prendono legnate.
L’attacco decisivo
I francesi hanno inserito il giovane Bisiaux, 21 anni, partito 15° a quasi 14 minuti dalla maglia rossa, ma a 5’45” dalla bianca di Onley. Una mossa giusta, anche se migliore sarebbe stata quella di muovere Muhlberger, 9° a 7’33”. Ottima, invece, la scelta del Bahrain che in fuga lanciato Omrzel accompagnato da un grande Bilbao. E proprio Omrzel ha rotto la corsa nella seconda parte della scalata del Velefique, una delle montagne più dure di questa Vuelta. E chi si è messo alla sua ruota? Proprio Bisiaux. Però quando lo sloveno ha ribadito l’attacco a 13 dal traguardo ha chiuso la partita.
Decathlon, ma come corri?
A quel punto cosa fa la Decathlon? Sbaglia ancora e alla grande. Gall su Calar Alto fa entrare in azione Muhlberger a 14 dal traguardo, troppo presto, infatti il compagno di squadra è durato pochissimo. A quel punto Gall ha provato a travestirsi da Pogacar ma Mas non ha perso un metro. E Roglic neppure. E quando lo spagnolo ha attaccato a lui hanno ceduto le gambe. A quel punto Bisiaux, davanti, avrebbe dovuto mollare, aspettare il suo capitano che a sua volta aveva Muhlbreger dietro a 10 secondi. Invece ognuno è andato per sé. E Mas ha sistemato tutti.
Carapaz tanto coraggio ma nessun
Richard Carapaz ha corso come sempre con il coraggio di un torero: puerta grande per il trionfo o infermeria. Così a più di 37 dal traguardo ecco il suo violento scatto all’esterno, su una semicurva a destra. In un lampo guadagna 20 secondi. Ma la Locomotora del Carchi non ha la stessa condizione del Tour e dopo pochi chilometri viene ripreso dal gruppo del leader tirato da Ivan Romeo, un passista, ex iridato under23 a crono. Vincere la Vuelta per lui sarà quasi impossibile ma per il podio è in lotta.
La 13 tappa, a Loja fuga o Brennan?
Dopo la dura tappa di ieri la Vuelta propone una frazione strana. In Andalusia si va da Almunecar – costa di Granada – a Loja, sul fiume Genil. Una giornata, che diventa sempre più facile con il passare dei chilometri (in totale saranno193 con 3.400 metri di dislivello.
Tre gran premi della montagna. Dopo 17 km di gara ecco il più duro, Alto de la Venta de Cebana, 1a categoria di 14 km al 5,1%. A seguire Alto del Legionario (2a cat.) e il Puerto de Granada, anche lui di 2a. Dalla cima al traguardo una quarantina di minuti di corsa, 37 km.
In teoria sarebbe una giornata da fuga. Nel caso ci si può scommettere sulla presenza di Van Aert, maglia verde ma senza vittorie di tappa. Anche Covi e Albanese potrebbero tentare il colpo. In caso di volata c’è da scommettere che Brennan molto difficilmente verrà battuto.
Le classifiche
Guarda qui l’ordine d’arrivo e le classifiche della Vuelta.
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