SOLARO – Dopo i cinquanta giorni di tregua chiesti dal governo il 15 giugno, Electrolux conferma il piano di riorganizzazione in Italia. Al tavolo tecnico convocato al Mimit, la multinazionale svedese non arretra e conferma 1.450 esuberi. Confermata anche la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nel Fabrianese. Nel sito marchigiano sono occupati circa 170 dipendenti.
La protesta
La risposta di Fim, Fiom e Uilm è immediata: proclamate otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti italiani. I sindacati annunciano inoltre la prosecuzione dello stato di agitazione. Le modalità dello sciopero saranno definite nei prossimi giorni. Per le organizzazioni dei lavoratori, i numeri del piano sono “inammissibili”.
I numeri
Gli esuberi previsti scendono da 1.719 a 1.450, ma il conto complessivo resta pesante. A questi si aggiungono 135 contratti in scadenza che non saranno rinnovati. Altri 91 contratti sono già scaduti senza rinnovo. Tra aprile e agosto gli occupati a tempo indeterminato sono passati da 4.279 a 4.200.
Gli stabilimenti
A Forlì sono previsti 297 esuberi, tra 214 operai e 83 addetti dello staff. A Solaro, nel Milanese, il piano interessa 217 lavoratori su circa 600. Tagli sono previsti anche negli stabilimenti di Susegana e Porcia. La crisi investe così diversi poli produttivi italiani del gruppo.
La reazione delle Marche
Durissima la presa di posizione del governatore marchigiano Francesco Acquaroli. La chiusura di Cerreto d’Esi viene definita “inaccettabile, irricevibile e vergognosa”. La Regione contesta un modello che, secondo Acquaroli, beneficia anche di fondi pubblici per poi abbandonare il territorio. L’obiettivo dichiarato è garantire continuità produttiva e tutela occupazionale.
La situazione a Forlì
Anche la Cgil di Forlì giudica il piano “inaccettabile”. Nel sito, gli operai della produzione passerebbero da 584 a 370 nel 2028. I volumi produttivi scenderebbero da 1,58 milioni a 1,187 milioni di pezzi. Per il sindacato, il piano non rappresenta la discontinuità promessa dall’azienda.
Il governo
La vertenza torna così al centro del confronto tra governo, azienda e sindacati. Il Pd chiede al ministro Adolfo Urso di convocare rapidamente Electrolux insieme a Regioni ed enti locali. Elly Schlein accusa il governo di occuparsi troppo dell’autocelebrazione e poco delle vertenze industriali. I sindacati chiedono che vengano rispettati gli impegni sulla continuità produttiva degli stabilimenti italiani.
