ROMA – L’incontro tra Matteo Salvini e i governatori del Nord, tenutosi mercoledì 9 settembre a Roma, sembra aver prodotto una prima tregua nelle tensioni che nelle ultime settimane hanno attraversato la Lega. Di fronte alle richieste dei governatori Attilio Fontana (Lombardia), Massimiliano Fedriga (Friuli) e Maurizio Fugatti (Provincia autonoma di Trento), insieme a Luca Zaia (Veneto) di un cambio di passo e di una gestione più collegiale del partito, il segretario ha mostrato disponibilità ad aumentare il coinvolgimento dei territori e dei governatori, senza però mettere in discussione la propria leadership.
Il confronto si è concluso con l’impegno ad avviare un percorso condiviso per definire un nuovo manifesto programmatico, nel quale far confluire idee, priorità e proposte della Lega. L’obiettivo è rilanciare l’azione politica del partito in vista delle prossime scadenze elettorali, puntando soprattutto sui risultati ottenuti dalle amministrazioni leghiste sul territorio.
Il compromesso raggiunto, tuttavia, non sembra chiudere definitivamente il confronto interno: più che un vero cambio di linea, emerge per ora la volontà di ricomporre le divisioni e di dare maggiore voce all’area nordista, mantenendo però saldo il ruolo di Salvini alla guida della Lega. Un primo banco di prova sarà il raduno di Pontida, il 20 settembre, indicato dallo stesso partito come un appuntamento decisivo per rilanciare la propria azione politica.
Romeo e Fontana dettano la linea a Salvini: «Rinnovamento o fine della Lega»
