PENAS BLANCA / ESTEPONA (SPA) Altro passo avanti di Enric Mas per la conquista della Vuelta España che si concluderà domenica a Granada. Nella tappa odierna, con arrivo in salita a Penas Blanca, lo spagnolo della Movistar ha corso in difesa pensando solo a controllare i suoi rivali, Roglic su tutti.
Tappa nella tappa
Come era facile prevedere anche oggi si è corso una “tappa nella tappa”: fuga numerosa per il successo di giornata e dietro i big di classifica a controllarsi. Tappa che è stata vinta dall’irlandese Eddie Dunbar (Pinarello-Q36.5) con Buitrago a 14” e Gloag a 23. Gall, a 5’11” ha preceduto Carapaz, Roglic, Onley, Mas e Omrzel. Per Dunbar, 30 anni, guidato in ammiraglia da Gabriele Missaglia, è il 6° successo in carriera, il 3° alla Vuelta dopo le vittorie nel 2024 a Padron e Picon Blanco.
La classifica
Mas: “La tappa più importante della mia carriera”
La maglia rossa non ha dubbi su quello che lo aspetta: “Manca una gran tappa, probabilmente la più importante della mia carriera. Devo restare concentrato. Sarà un po’ come la tappa di oggi, però con più salite e più dura. Ci sarà movimento all’inizio, poi un tratto di calma e nel finale ognuno giocherà le sue carte. Alguacil? Lo conosco come lo conoscono tutti i corridori che si vengono ad allenare a Sierra Nevada”.
E sulla tappa di oggi, queste le sue parole: “Mi sono divertito, soprattutto nella prima parte con tutti quegli attacchi. Una vera battaglia che abbiamo sempre controllato. Kuss e Carapaz volevano la vittoria di tappa, però erano abbastanza vicini a me in classifica, così li abbiamo tenuti a tiro. A un certo punto la Red Bull di Roglic stava andando forte ma noi volevamo un po’ più di velocità, così ci siamo messi a tirare”.
La tappa regina, finale sull’inedito Alguacil
Ed eccoci alla tappa regina di questa Vuelta Espana 2026. Si prospetta una giornata durissima. Qualcuno sostiene la più dura nella storia della corsa spagnola. Difficile da dire, forse è un’esagerazione ma di certo quello che aspetta i corridori è davvero molto impegnativo. I corridori speravano in un caldo asfissiante per chiedere, o imporre, un taglio del percorso. Volevano fare meno salita.
Il primo gpm serve per scaldare la gamba: Puerto de Los Blancares, 3a categoria. Niente, in confronto a quello che deve arrivare. Eccoci al Puerto del Purche, da Monachil, un 1a categoria tremendo che i corridori dovranno affrontare due volte, come in un circuito. Ogni salita è lunga 8,2 km all’8,2% medio con punte al 18. I primi due chilometri sono in piedi. Prima della cima un tratto breve in discesa. Ultimi mille metri durissimi. Qui nel 2006, scendendo, Valverde era talmente stanco e imbambolato che non riusciva a mettersi l’antivento. Vinokourov e Kashechkin, suoi compagni di fuga, ne approfittarono e lo staccarono. Vino vinse poi quella Vuelta.
Ma dopo il Purche non è finita, arriva El Duque, altro 1a categoria di 7,4 km all’8,3% medio con punte, dopo circa 2,5 km, al 20. La salita finale è inedita, Collado de Alguacil, e categoria Especial lo è davvero. Sono 8,3 km al 9,8% medio, massima del 22. Gli ultimi 6 km sono un calvario.
