Legnano, tre striscioni di Lealtà Azione contro il Pride e il patrocinio del Comune

legnano pride striscioni destra

LEGNANO – Ancora tensioni a Legnano alla vigilia del Pride. Lealtà Azione Legnano ha affisso la scorsa notte tre striscioni (nelle foto) per «esprimere pubblicamente il nostro pensiero. Ciascuno degli striscioni vuole porre una domanda politica precisa all’amministrazione comunale e alla cittadinanza».

«I problemi della città sono ben altri»

legnano pride striscioni

L’associazione che si propone di “costruire uomini nuovi, lontani dall’egoismo e dall’individualismo, animati invece da spirito di servizio, amore per la terra dei Padri, rispetto per la Natura, fiducia nel futuro e senso del sacrificio” evidenzia «quella che riteniamo una contraddizione politica dell’amministrazione Radice. Da una parte, durante la campagna elettorale e nel corso del mandato, si è cercato il dialogo con la comunità islamica cittadina; dall’altra si concede il patrocinio a una manifestazione che rivendica valori e diritti sui quali, in molte realtà e culture di matrice islamica, esistono posizioni profondamente differenti.

«Legnano ha problemi concreti che meritano attenzione: lavori pubblici che si protraggono, cantieri, manutenzione e difficoltà che hanno interessato anche l’apertura delle scuole. In questo contesto riteniamo discutibile la scelta dell’Amministrazione di attribuire particolare rilevanza istituzionale al Pride. Definendolo provocatoriamente “carnevale”, contestiamo soprattutto la spettacolarizzazione che, a nostro giudizio, contraddistingue alcune manifestazioni Pride. Crediamo infatti che i diritti non si chiedano con provocazioni, volgarità ed esibizioni carnevalesche, ma con rispetto, ragionamento e senso della misura, valori che sentiamo coerenti con la nostra idea di comunità e con la tradizione in cui ci riconosciamo».

legnano pride striscioni

Infine, lo striscione affisso sul monumento al Guerriero «riguarda qualcosa che va oltre il Pride: l’identità della nostra città. La figura tradizionalmente identificata con Alberto da Giussano e il Guerriero di Legnano non appartiene a una parte politica, a un’associazione o a una manifestazione. È un simbolo nel quale si riconosce la città e che attraversa la sua storia e la sua tradizione. Per questo – conclude Lealtà Azione Legnano –contestiamo la scelta di reinterpretarne graficamente l’immagine utilizzando i colori dell’arcobaleno e di intervenire persino sull’Inno di Mameli per adattarlo alla comunicazione dell’evento. Non perché qualcuno debba essere escluso dall’identità cittadina, ma per il principio opposto: un simbolo che appartiene a tutti non dovrebbe essere trasformato nel logo di una singola iniziativa».

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