Il Ponte del Sorriso: «Terzo lotto bloccato, schiaffo a operatori sanitari e volontari»

ponte del sorriso terzo lotto
Emanuela Crivellaro con Emanuele Monti e Samuele Astuti

VARESE – Nel dibattito sul finanziamento del terzo lotto dell’Ospedale Del Ponte si inserisce anche Il Ponte del Sorriso. Dopo l’intervento del consigliere regionale del Pd Samuele Astuti e la lettera inviata dal Comune di Varese a Regione Lombardia era giunta la replica di Asst Sette Laghi. Oggi, domenica 13 settembre, la fondazione che da anni si occupa dell’Ospedale ha diffuso una nota (qui sotto il testo integrale) in cui chiede che vengano assegnati i fondi.

La nota 

Il completamento del terzo lotto dell’Ospedale Del Ponte, come si evince dal comunicato dell’ASST Sette Laghi, è di fatto bloccato. Affermare che è inserito nella programmazione triennale regionale, significa, infatti, che non è finanziato e che non si sa se mai lo sarà. Vale meno di una vaga promessa, perché tale programmazione rappresenta semplicemente una dichiarazione, da parte di Regione Lombardia, di intenzione politica e strategica, che varia ogni anno, ma non equivale a un’autorizzazione di spesa né ad uno stanziamento economico garantito.

Fin da quando, nel 2010, donammo alla Regione la progettazione definitiva della ristrutturazione dell’Ospedale Del Ponte, era già stabilito che ci sarebbero volute tre fasi. La prima, finanziata da Regione Lombardia, era propedeutica alla costruzione del Padiglione Michelangelo. La seconda, coperta dai fondi statali era la realizzazione del Michelangelo stesso. La terza riguardava la creazione di ulteriori spazi indispensabili al polo materno infantile, che nel frattempo veniva riempito di contenuti sanitari. Attenzione che stiamo parlando di interventi esclusivamente edilizi, nei quali PMA, ambulatori ginecologici e Risonanza Magnetica, che contano su fondi propri, non rientrano, tantomeno la facciata.

La terza fase non va identificata solo con abbattimento dell’Ottagono e costruzione di un nuovo edificio, ma è una serie di ristrutturazioni, rifacimenti, raccordi tra i vari padiglioni, che riguardano anche il Leonardo che, tra l’altro è in diversi piani privo di aria condizionata al pari di Cittiglio, Tradate e Angera, ma non viene citato come soggetto che ne usufruirà. Tra le tante cose anche, per i ragazzi più fragili della Neuropsichiatria Infantile, un giardinetto che per loro non è uno sfizio, ma terapeutico, e il sole, altrettanto terapeutico, dalle finestre, oggi coperte dal muro dell’Ottagono.

Terza fase vuol dire un completamento globale per una maggiore efficienza e per supportare lo sviluppo attuale e futuro.

Lo sviluppo in questi anni è puntualmente avvenuto portando l’Ospedale Del Ponte a tante di quelle eccellenze che non è sufficiente un libro per elencarle tutte.

Bastano due dati a capirlo. Il Pronto Soccorso Pediatrico nel 2017 registrava 11.000 accessi, oggi quasi 22.000. Gli interventi di tutti i rami chirurgici pediatrici sono passati da 477 nel 2016 a 2398 nel 2025, quintuplicati. E altrettanto è successo con gli altri reparti pediatrici e ginecologici. Sono arrivate molte più specialità per i bambini e per le donne e dal 2022, dato niente affatto trascurabile, il Del Ponte è un HUB regionale materno infantile.

É logico che se l’attività all’Ospedale Del Ponte in 8 anni è aumentata in modo esponenziale ed è diventato HUB, servono più posti letto, più ambulatori, più spazi sanitari, più servizi, ecc. ecc.

Tutto ciò era previsto e prevedibile. Ciò che non ha funzionato è la lungimiranza di Regione Lombardia, perché la terza fase avrebbe dovuto partire già nel 2016, quando erano terminate la prima e la seconda.

Invece i fondi sono stati assegnati definitivamente nel 2020 e ritardo su ritardo, stralci inopportuni, come quello della facciata che dovrebbe essere realizzata con fondi specifici, ha fatto sì che oggi non siano più sufficienti e che occorra un’integrazione che, se non assegnata al più presto, ciò impedisce il completamento dell’Ospedale Del Ponte.

Per quanto riguarda i tempi indicati da ASST Sette Laghi, ben 2 anni e mezzo di lavori propedeutici per partire? Se consideriamo che la mensa per i dipendenti è in un container e che, andando nel Leonardo, non incide con l’abbattimento e ricostruzione dell’Ottagono, così come non incide la facciata., non possiamo credere che siano gli spogliatoi che vanno spostati dall’Ottagono al Leonardo, a determinare ben 2 anni e mezzo di ultriore attesa!!!

Quanto abbiamo letto in questi giorni è uno schiaffo agli operatori sanitari che in questi anni hanno affrontato grandi sacrifici per far volare, riuscendoci, il polo materno infantile, a noi de Il Ponte del Sorriso, che abbiamo vinto tante battaglie, che abbiamo sostenuto e che continueremo a sostenere il Del Ponte e ai numerosissimi benefattori e cittadini che ci credono, ci hanno creduto e continueranno a crederci insieme ai quali abbiamo potuto realizzare tanti meravigliosi progetti.

Molto altro ci sarebbe da dire, ma lo riserviamo ad incontri diretti con il Presidente Attilio Fontana, l’Assessore Welfare Guido Bertolaso e il Direttore Generale Welfare Melazzini affinché vengano ASSEGNATI i fondi necessari, non semplicemente vagamente promessi.

E ci andremo con i consiglieri regionali Emanuele Monti e Samuele Astuti, con i quali abbiamo stretto un patto per l’Ospedale Del Ponte. Perché la salute di bambini, mamme e donne non ha e non deve avere colore politico.

Emanuela Crivellaro

Asst Sette Laghi: «Del Ponte, nessun blocco del terzo lotto. Lavori finanziati»

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