STRESA – L’ANPI bussa alle porte del municipio di Stresa per chiedere la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Un’iniziativa promossa dalla sezione Anpi Stresa Baveno Vergante e formalizzata dal presidente Ettore Onori, che è anche consigliere comunale di minoranza, e che punta a portare la discussione direttamente sui banchi dell’assemblea civica.
Un fenomeno diffuso tra il 1923 e il 1924
Quello di Stresa non è un caso isolato. La ”perla” del Lago Maggiore rientra infatti tra i moltissimi comuni italiani che, tra il 1923 e il 1924, attribuirono il riconoscimento al Duce.
In quella fase di consolidamento del regime, le concessioni di massa rispondevano a una strategia capillare di propaganda, alla ricerca di consenso e all’allineamento dei poteri locali con il governo centrale.
Oggi, a un secolo di distanza, sono numerose le realtà cittadine chiamate a riaprire quei registri storici per valutare la cancellazione formale dell’onorificenza.
La posizione dell’ANPI
Per i rappresentanti dell’associazione partigiana non si tratta di un tentativo di cancellare la storia, bensì di compiere un atto dal forte significato civile e repubblicano. Nel documento inviato all’amministrazione, l’ANPI richiama il tributo di sangue versato dal territorio durante la Resistenza e la lotta di Liberazione:
«La permanenza della cittadinanza onoraria a Mussolini – sottolinea l’associazione – non è più compatibile con i valori democratici e antifascisti su cui si fonda la Repubblica».
La replica del sindaco
Sulla vicenda parlando con Malpensa24 il primo cittadino di Stresa, Luca Gemelli, ha espresso il suo parere frenando sulle priorità e lasciando spazio alle sensibilità individuali. «Comprendo bene la portata squisitamente politica della richiesta – dichiara il sindaco – ma credo spetti alla coscienza di ognuno scegliere. L’amministrazione cittadina deve occuparsi prioritariamente dei problemi concreti dei cittadini e della città: le questioni politiche vengono sicuramente dopo».
