Busto in festa per il neo centenario Mario Zanello: «Non si è mai fermato»

BUSTO ARSIZIO – «Non si è mai fermato. E ha la memoria affollata di persone buone». Sono i piccoli grandi segreti di longevità di Mario Zanello, neo centenario festeggiato oggi, 15 settembre, dal sindaco Emanuele Antonelli insieme alle figlie Rita e Giuliana, che si prendono cura di lui, nell’abitazione di via Mazzini, in pieno centro.

Chi è

È uno dei pochi centenari uomini in una città in cui le donne sono di gran lunga più longeve. Nato il 15 settembre 1926 in una famiglia contadina patriarcale, a Montregliano, in provincia di Udine, Mario era il settimo di dieci fratelli. Nei campi fin da bambino, impara a fare il fabbro e dopo la guerra, tornati i fratelli sotto le armi, si trasferisce a Milano, dove lavora in officina, e dal 1964 arriva a Busto Arsizio. Dove fa il pendolare per raggiungere l’amato ma pesante lavoro d’officina nella metropoli.

La famiglia

Le figlie Rita e Giuliana lo descrivono come «un uomo dedito al lavoro, che ha saputo costruirsi una meravigliosa famiglia». Circondato dall’affetto della moglie Fioretta, che lo ha accompagnato per cinquantacinque anni, e delle figlie che hanno continuato a prendersi cura di lui. «Forse la più grande soddisfazione della sua vita è stata l’aver fatto studiare le figlie – rivela Giuliana -in tempi in cui la scelta non era scontata né troppo approvata nella sua classe sociale, soprattutto per le femmine».

Il segreto

Il segreto di longevità? Per le figlie «la sobrietà ha aiutato, come ha aiutato il saper godere intensamente di tutte le piccole gioie quotidiane, dagli affetti familiari alla cena, ai rapporti coi compagni di lavoro e di viaggio, all’arrivo di due nipoti e due pronipoti». Ma ha giovato «anche l’attività incessante, prima lavorativa, poi di aiuto ai familiar: Mario non si è mai fermato, fino a 98 anni; solo ha gradualmente rallentato, applicando d’istinto l’antico stile contadino». E il suo tratto più caratteristico, a volte sorprendente per chi con lui ha tanto vissuto e tanto parlato, è il fatto che la sua memoria è affollata di persone buone, di aiuto ricevuto, da Dio e dagli uomini. Non una parola dura, non un giudizio pesante, non un rancore».

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