di Alessandro Mammone
BUSTO ARSIZIO – «Spesso decidevo di non prendere il pullman proprio per l’insicurezza di non sapere se e quando sarebbe passato, ma l’idea di BustoBus è quella di poter permettere di usufruire dei trasporti pubblici senza aver mai visto la città». Con queste parole Mattia Secondin Parenti, ex studente dell’istituto Enrico Tosi di Busto Arsizio, presenta la sua applicazione BustoBus, nata per semplificare la mobilità locale.
Il problema
Mattia vive a Magnago, ma da quando si è iscritto al percorso in “Sistemi Informativi Aziendali” (SIA) dell’ITE Tosi, Busto Arsizio è diventata la sua seconda casa. «Come studente nei primi anni di superiori dovevo prendere il pullman tutte le mattine — racconta — e il modo ufficiale per comprendere il viavai dei bus è attualmente tramite enormi PDF con sigle alfanumeriche e fermate indicate solo con il nome della via». Da questo disagio quotidiano è nata l’esigenza di creare un sistema immediato per orientarsi in città.
La soluzione
Durante il quinto anno Mattia ha iniziato a programmare da solo i primi prototipi dell’app, raccogliendo pareri, opinioni e feedback preziosi da parte di professori e compagni di classe per perfezionare il servizio. La svolta è arrivata in estate: dopo aver conseguito la maturità con 100 e lode, il giovane sviluppatore ha pubblicato la versione definitiva della piattaforma. BustoBus è una web app progettata per abbattere le barriere tra cittadini e mezzi pubblici. Oltre a mappe, orari e percorsi, il sistema offre un’integrazione originale: geolocalizza sulla mappa gli eventi promossi dal Comune.
Il sogno
Il punto di forza risiede nella cura del dettaglio locale: a differenza dei grandi navigatori satellitari, BustoBus si adatta in tempo reale alle esigenze del territorio, tenendo conto di ponti scolastici, festività cittadine e variazioni di calendario. «La mia ambizione è rendere BustoBus l’app ufficiale della città», spiega Mattia. «I prossimi passi saranno il tracciamento dei bus in tempo reale e lo sbarco negli store, ma intanto la piattaforma è già attiva e salvabile sul telefono da bustobus.it». Un progetto che affonda le radici in una passione coltivata fin da giovanissimo, quando Mattia ha iniziato a programmare da autodidatta smontando e rimontando i software trovati in rete. Una vocazione guidata dalla convinzione che l’informatica debba mettere al centro le persone, utilizzando la tecnologia per risolvere i problemi concreti della vita quotidiana.
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